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Quattro a tre. Italia-Germania. Storia di una generazione che andò all’attacco e vinse…
Una notte di magia. Di cardiopalma e di gioia incontenibile. Nata con una semifinale dei campionati mondiali di calcio a Città del Messico passata alla storia come “la partita del secolo”. E continuata fino all’alba. Nelle strade, nelle piazze, nelle spiagge, ovunque fosse possibile festeggiare, abbracciarsi, sventolare un tricolore. L’autore riscrive quella notte indimenticabile, ne “spreme” gli attimi e i protagonisti per ricavarne con originalità narrativa sfondi sociali più ampi. Di quella semifinale, di quella notte, fa il punto disordinato di incontro di passioni, rancori, rivalità, utopie, batticuori, di più generazioni. Ne esce un affascinante romanzo di calcio nel quale e intorno al quale si ricamano infanzie, adolescenze, memorie ricevute e tramandate. Un romanzo festoso, popolato dalle figure di Riva e Rivera, di Burgnich e Boninsegna. Ma popolato, forse ancora di più, dalle tante figure anonime che diedero vita a un’epoca senza la quale il più famoso dei “quattro-a-tre” sarebbe stato un episodio sportivo, un evento del tifo, e mai uno dei più grandiosi fatti di costume e di psicologia collettiva della seconda metà del Novecento italiano.
Nando dalla Chiesa, Quattro a tre. Italia-Germania. Storia di una generazione che andò all’attacco e vinse (quella volta), Melampo 2006
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