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DELITTO IMPERFETTO. Il generale, la mafia, la societ italiana |
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E' in libreria la nuova edizione di Delitto Imperfetto (Melampo) Questo libro venne scritto nel 1984 per raccontare, prima dei grandi processi, quel che era accaduto. O almeno quel che era accaduto sotto gli occhi dellopinione pubblica e che quasi tutti fingevano di non avere visto. Sottoposto a una ferrea censura televisiva, Delitto imperfetto ebbe uno straordinario successo di pubblico. Ancora oggi esso ha il valore del documento umano e civile capace di svelare, attraverso uno sconvolgente affresco depoca, i meccanismi della complicit morale e culturale. E di spiegare ai pi giovani un pezzo cruciale della storia nazionale. "Se vero che esiste un potere, questo potere solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere n ai prevaricatori, n ai prepotenti n ai disonesti.
Potere pu essere un sostantivo nel nostro vocabolario ma anche un verbo. Poter convivere, potere essere sereni, poter guardare in faccia linterlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia; poter sentirci tutti uniti in una convivenza che non pu restare vittima di chi prevarica, di chi attraverso il potere lucra.
Carlo Alberto dalla Chiesa. Dal primo discorso pubblico come prefetto di Palermo, 1 maggio 1982 |
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Ethicamente. Pronti via! (e Mussi conobbe Orioles...) |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Tuesday 27 March 2025 |
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Finalmente! E partito Ethicamente, il progetto per portare nelle nostre universit (ma anche nelle altre istituzioni di alta formazione) una ventata nuova. Nuova ventata di senso delletica professionale, delletica pubblica. Di consapevolezza del senso di ci che si fa quando si esercita una professione. Di responsabilit sociale nellessere (e nel prepararsi a essere) classe dirigente. Non so, ancora una volta, che cosa se ne trover domani sui giornali. So che con Mussi abbiamo fatto la scelta di presentare il progetto dallaula magna della facolt di Giurisprudenza di Palermo non per caso; ma perch per giungervi si passa davanti a una stele su cui stanno incisi i nomi di una decina di laureati di quella facolt che hanno pagato con la vita la debolezza di etica pubblica di questo paese. E che pi volte, in vita, avevano spiegato che il problema non era solo la mafia ma anche i varchi che le vengono lasciati generosamente aperti dalla scarsa o nulla responsabilit con cui vengono esercitati certi ruoli professionali. Potevamo, lho gi detto, ottenere un effetto mediatico pi alto con una bella conferenza stampa a Palazzo Chigi. Ma avremmo un po tradito sin dallinizio lo spirito del progetto. Cerano in prima fila - e mi ha fatto piacere - Pina Grassi, la moglie di Libero, limprenditore che aveva cercato di portare a Palermo una nuova etica degli affari. Cerano i giovani di Addio pizzo. Cera il vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno, Ettore Artioli. Cera Leoluca Orlando che quindici anni fa lanci il suo grido dallarme per lo scarso coinvolgimento del mondo universitario nella primavera di Palermo. E cerano due conoscenze di questo Blog, Stefania Pellegrini, la sociologa del diritto bolognese, e Riccardo Orioles, il giornalista anomalo, che avreste dovuto vedere la faccia stupita del buon Mussi quando lha visto per la prima volta (poi quando gli ho spiegato il prodigioso curriculum della persona, ha sorriso compiaciuto). Ora si incomincia, non ne potevo pi dei tempi burocratici. Da giorni avevo in mente don Ciotti a Polistena (Non perdiamo tempo!) e pensavo che i nostri tempi sono lunghi anche quando abbiamo le migliori intenzioni. Lunghi, sempre lunghi, mentre i tempi delle decisioni degli altri sono velocissimi. Bene. Se avete delle idee, fatemele sapere. Tra qualche giorno apriremo una sezione del sito del ministero per incominciare a fare circolare le informazioni. Un esigente magistrato palermitano che stimo molto (e che i lettori stimano molto) mi ha detto: una delle poche cose buone che ha fatto in questo campo il governo. Complimento o rimprovero? In ogni caso diamoci dentro. Le riforme si fanno anche cos. Scrivi un commento (5 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 28 March 2025 )
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L'ora legale e i suoi nemici |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 26 March 2025 |
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Scatta l'ora legale, panico tra i socialisti. Cos, con un vero colpaccio di genialit satirica, titolava nel 1991 "Cuore", settimanale diretto da Michele Serra. Mi piacerebbe capire dove scattato il panico oggi, ma mi sa che gli ambienti sospettabili sono pi d'uno. Mi ha colpito la notizia (vedi Gian Antonio Stella sul Corriere) che una leggina ha revocato i vantaggi che erano stati promessi ai magistrati mandati in prima fila a combattere il crimine organizzato. Allettati ad andare a rischiare la vita con provvedimenti di favore e ora bidonati spiegandogli che sono uguali agli altri, anche a chi se ne sta in panciolle a discutere e "consigliare" nei vari ministeri. Perch mai dovrebbero avere dei vantaggi dall'avere accettato di andare nelle zone pericolose? Vedete un po' come torna, immortale, la filosofia che ispir la polemica sui professionisti dell'antimafia. Prima, quando non riesco a coprire i posti di trincea, ti chiamo e ti dico che sapr esserti grato per la tua disponibilit. Poi larvatamente ti accuso di volere lucrare sulla tua funzione antimafia, mercenario che non sei altro. Arriva l'ora legale e non bastano sei ore a scoprire (con medico legale) che un signore di 82 anni seduto su un treno per e da Torino era morto d'infarto. Dico sei ore. Il tempo dell'andata, il tempo del ritorno. Con tanto di lunga fermata alla stazione di arrivo, dove i treni vengono ripuliti e rassettati. Nessuno ha avuto lo scrupolo di vedere se per caso dovesse scendere e fosse rimasto addormentato. Il rispetto dell'intimit dell'altro sta diventando l'alibi per trattarlo come una cosa inanimata. Avr bevuto, sar stanco, si sar fatto di eroina, vorr passare la notte in treno, chi lo sa, se ne vedono tante...E infatti anche questo bisogna vedere: Trenitalia che si porta a spasso i morti... Scrivi un commento (6 Commenti) |
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Margherita. Non capisco e non mi adeguo |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 24 March 2025 |
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Allegria allegria, finito da poche ore il congresso regionale lombardo della Margherita. Lo confesso: non capisco e non mi adeguo. Non capisco perch si voglia fare il partito democratico se non ci si crede, se si ha la testa sempre voltata ai Popolari, o alla Democrazia cristiana. Se si pensa che, ad andare verso il nuovo partito, ci sia solo il cattolicesimo sociale, il quale fra laltro ha tante varianti, alcune assai belle e altre, invece, assai poco sociali (e perfino poco cattoliche). Non capisco perch, ricordando le percentuali a cui erano piombati i popolari, si voglia continuare a coltivare quellidentit. Attenzione: non a portarsela biograficamente dentro, che ovvio; ma a coltivarla, a farne il punto di identit collettiva di un intero partito, che era nato con altre ambizioni e altre intuizioni. Non capisco perch, quando pure scatta la pazza idea che non vi sia solo il cattolicesimo sociale, il massimo di apertura consista nel fare lelenco delle culture che dovrebbero ritrovarsi nel futuro partito democratico. Ritrovarsi, oh, non sia mai detto che si fondano insieme facendo nascere qualcosa di pericolosamente diversoEcco dunque lelenco che ormai mi arriva fino alle orecchie: il cattolicesimo sociale, il riformismo liberale, e il liberalesimo repubblicano, e lambientalismo democratico (distinto da quello antidemocratico),e il socialismo democratico. Ma che bellelenco, quanto edificante sapere che si uniranno, senza fondersi, tutte queste culture. Basta nominarle, elencarle, e uno non deve fare pi nemmeno la fatica mentale di pensare quale sar la cultura del partito democratico. Mi venuto spontaneo, nel mio intervento, spiegare che il partito che vogliamo fondare non potr essere un museo di storia contemporanea zeppo di tradizioni politiche. Ohi ohi, avranno avuto ragione quelli che in questi anni, anche su questo blog, mi hanno chiesto che cosa ci faccia io nella Margherita? Un po s, un po no. S, perch io con questa visione della politica futura non centro molto. No, perch il progetto della Margherita era un altro e comunque in questo partito ho sempre avuto la massima libert. E tuttavia oggi sono stato davvero messo a dura prova. E stato quando passato di misura lordine del giorno firmato dal coordinatore regionale uscente e da quasi tutti i coordinatori provinciali (a proposito: complimenti vivissimi). Un ordine del giorno che prevede che nel partito prossimo venturo tutte le culture di origine dei convenuti possano organizzarsi autonomamente e ottenere finanziamenti. Ovvero: come mettersi insieme e coltivare alla stregua di fortini le proprie identit. Di pi. In quellordine del giorno stava scritto anche che i futuri funzionari di partito dovessero pure loro essere divisi tra i partiti contraenti. La lottizzazione su prenotazione, insomma. Fantastico. Be, non mi adeguo. Io e altri inventeremo qualcosa per arrivare al partito democratico senza questa zavorra mentale sulle spalle. Applaudita con urla da stadio, mentre il povero Roberto Zaccaria chiedeva la cosa pi normale del mondo: votare lordine del giorno per parti separate, cos da isolare le cose pi indigeste. Che hanno vinto lo stesso. Di strettissima misura ma hanno vinto. Proibito adeguarsi. Come ho detto laltra volta? Hanno ammazzato Pablo, Pablo vivo. Anni settanta, quinto piano azzurro del pensionato Bocconi. Facevo lassistente democratico. Scrivi un commento (9 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 26 March 2025 )
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Francesco Saverio, il presidente |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 24 March 2025 |
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Sono andato a trovare Francesco Saverio Borrelli. Come qualcuno sapr, lex procuratore capo di Milano, luomo che garant autonomia, sostegno e impulso ai suoi sostituti nelle inchieste contro la corruzione economica e politica, da poco diventato presidente del Conservatorio di Milano. Era stato inserito dal consiglio accademico nella terna di candidati in cui poi, secondo la legge, deve scegliere il ministro delluniversit. Che ha scelto lui, con qualche mia complicit. Che Borrelli sappia gestire organizzazioni complesse dimostrato d'altronde da come ha guidato la difficile macchina della procura milanese: uffici e uffici, centinaia di persone, problemi logistici e di procedura da grande azienda. Che sia competente in musica noto, se non altro per il suo diploma in pianoforte e per la sua riconosciuta passione di musicologo. Insomma, era un candidato perfetto. Sono voluto andare a trovarlo, per fargli gli auguri da parte di tutto il ministero. Per dirgli che lintero sistema dellalta formazione artistica e musicale si aspetta molto da lui. Si aspetta ad esempio di acquisire, grazie alla sua presenza in una postazione strategica, un di pi di seriet, anche come immagine pubblica. Incontro spesso, fuori Milano, nelle Marche come in Campania, docenti che mi dicono per fortuna che ora c Borrelli; per dire che grazie alla sua bacchetta magica smetteranno in altre sedi i casi di poca trasparenza o di scarsa seriet. Ossia i casi che hanno nuociuto alla credibilit artistica di tanti docenti e allievi. Questo volevo dirgli. Lho chiamato laltro ieri da Napoli per annunciarglielo. Lui ha spostato alcuni suoi appuntamenti di ieri pomeriggio. Sono pure arrivato tardi, come il classico politico cafone, per colpa di una tiv privata che ha fatto slittare i tempi di una trasmissione. E lho trovato al suo nuovo tavolo, in una stanza piccola e disadorna. Con le carte da leggere e la penna in mano. Il grande procuratore che il centrodestra ha voluto fare uscire dalla magistratura a 72 anni, mentre Carnevale ci pu restare fino a 85, era in quella stanza a informarsi bene delle vicende del conservatorio che gli stato affidato, a documentarsi sui problemi della sua nuova istituzione, sui quali mi ha gi presentato una nota. Gentile, rispettoso, di quel rispetto che solo i grandi uomini sanno avere verso chi per le alterne vicende della vita si trovi ad avere un grado superiore al loro. Quando mi ha aiutato a rimettermi il cappotto, ho capito che cosa cera in quel gesto cortese. Cera la gratitudine per una nomina che lo ha sottratto alla sua condizione di pensionato, come dice lui schermendosi; cera -penso- la gratitudine anche umana per lappoggio ricevuto disinteressatamente quando era alla guida della sua procura al centro del mondo; e soprattutto cera la grandezza di chi sa senza complessi cambiare il proprio ruolo perch in pace con se stesso, perch sa di avere fatto nella vita quanto doveva, e di avere un prestigio che nessuno potr scalfire. Mi ha detto solo, quando gli ho spiegato davanti al direttore del Verdi che avevamo cercato di evitare nomine politiche: sono contento, allora non mi avete considerato una toga rossa. Ed scoppiato a ridere. Scrivi un commento (5 Commenti) |
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Tano Grasso. Se Amato va a Gela |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Friday 23 March 2025 |
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Mezzora fa, a mezzogiorno, ho sentito Tano Grasso. Volevo invitarlo alla facolt di giurisprudenza di Palermo marted mattina prossimo, quando presenteremo ufficialmente (non vedevo lora) il progetto Ethicamente. Non pu venire, ha la presentazione di un libro a Roma. Mi ha consigliato di invitare i giovani di Addio pizzo. Cosa che faremo di corsa. Ma non questa la notizia. La notizia che lo teneva ancora oggi di buon umore, sollevato a un passo da terra, che ieri a Gela c stata una grande manifestazione contro la mafia, il racket e lusura. Mi ha detto che la manifestazione riuscita benissimo, che ormai a Gela le denunce stanno salendo, che il panorama completamente cambiato rispetto a quello immobile e impaurito del 93. Ma soprattutto mi ha raccontato che alla manifestazione c andato Giuliano Amato, con tutto lo stato maggiore del ministero dellInterno. E che ha fatto un discorso nettissimo, impegnativo, come da quelle parti raramente se ne sentono. E che tutti si sono sentiti incoraggiati. Una grande giornata, insomma. Purtroppo (non per ripetermi) se ne accorta solo la stampa locale. Noi, invece di sapere che il ministro dellInterno va a Gela e lancia loffensiva contro il racket, sappiamo che forse Lele Mora e Mastella hanno cenato insieme, o che un nostro ministro che preferisce rimanere anonimo (e te pareva) forse sa i retroscena della telefonata di DAlema e Condy. Sempre pi mi convinco che per fare sapere si debba girare di persona, se no nisba, come se tu non facessi niente. Anche per questo ieri sono tornato a Napoli. Per riprendere operativamente in mano il progetto del distretto delle arti e della musica intorno a piazza Bellini. Lo ricordo per chi non lo sapesse: conservatorio, accademia, universit, librerie, botteghe, caff, piazze, chiese, galleria principe Umberto. Unarea nuova, l dove ora, la sera, si rapina a man bassa; per valorizzare -in una concentrazione formidabile di opportunit- i giovani e meno giovani talenti napoletani e far nascere intorno a loro una nuova vita sociale, non solo di quartiere. Sempre ieri a Napoli Linda DAncona, magistrata di Magistratura democratica, donna coraggiosa e impegnata da sempre nella sua professione, ha annunciato la nascita di una nuova rivista, Giudice a sud. La diriger Edmondo Bruti Liberati. Servir anche (e meritoriamente) a fare quello che nessuno fa: pubblicare le sentenze scandalose sui poteri criminali o corrotti, quelle, per intendersi, che dicono che la mafia una mentalit. Cos ognuno vedr e potr sapere. Personalmente trovo giusto-giustissimo che chi scrive quelle scempiaggini per compiacere qualche potente o per semplice vilt veda immortalato il suo nome in calce ai prodotti del proprio ingegno. Da Napoli, citt amata, sono tornato stamattina. Il suo aeroporto , nel controllo dei passeggeri, il pi lungo ed estenuante del mondo, e mi stupisce che nessuno in questi anni abbia cercato di metterci un rimedio. Mi stupisce ancor pi che non ci siano cartelli (che evidentemente l bisogna mettere) che invitino a togliersi cinture e orologi e aggeggi vari e che inutile fare la gara con i metal detector a chi pi furbo. E forse occorrerebbe pure piazzare in una posizione strategica un bel si prega di fare la fila. In venti minuti me ne sono passati davanti quattro. Quando si dice la forza delle tradizioni Scrivi un commento (5 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 26 March 2025 )
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Solidariet a Casablanca |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 22 March 2025 |
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Hanno rubato il computer della redazione di Casablanca, il mensile catanese diretto da Graziella Proto e illuminato dal genio giornalistico di Riccardo Orioles. Entrambi della covata dei Siciliani. Si vede che a Catania linformazione libera pesa davvero, proprio come ventanni fa. Chi ha rubato quel computer e i dati che vi erano contenuti andava a caccia di notizie, e non certo per ricattare. Oppure ha voluto intimidire. Forza Casablanca, forza Graziella. E, ovviamente, forza Orioles! (Ti aspettiamo il 27 mattina a Palermo per la presentazione di Ethicamente, alla faccia di chi ti ruba il computer) Scrivi un commento (0 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 March 2025 )
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Free Blog. E' arrivato ripensaci |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 22 March 2025 |
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Be', riproviamo. Vediamo di seguire il consiglio di Pielle e altri amici e di lasciare di nuovo piena libert di accesso al Blog. Spero che chi ci entra rispetti lo spirito con cui nato questo spazio, come stato quasi sempre per un anno... Saludos y besos, Nando ripensoso Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 March 2025 )
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Antipolitica. CHI DISTRUGGE LA POLITICA |
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(l'Unit, 14 settembre 2007) - Maest il popolo ha fame, manca il pane. Dategli le brioches!. Viene in mente il celebre dialogo del dignitario di corte con Maria Antonietta vedendo le misure che i leader politici italiani propongono di adottare dopo la giornata di sabato scorso, passata alle cronache come il Vaffa-day di Beppe Grillo. Che cosa chiedono gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze? Chiedono che i rappresentanti vengano scelti dai loro rappresentati; che non , ammettiamolo, un principio cos bizzarro in una democrazia, ma anzi il fondamento della democrazia. Mentre abbiamo una legge elettorale che proprio di questo ha fatto piazza pulita: la possibilit del cittadino di scegliersi chi lo rappresenta in parlamento. Una legge che, tra i deputati e i senatori, ha aumentato i funzionari di partito del 250 per cento. E che ha giocato un ruolo cruciale nellalimentare la rabbia popolare. Chiedono ancora, gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze, che in parlamento non siedano pi i condannati per i reati pi diversi, compresi i pi gravi. Per dire forte e chiaro che le istituzioni parlamentari sono incompatibili con il crimine o con lillegalit.
E la politica come risponde a chi chiede di potere votare e di non avere condannati in parlamento? Diminuiamo i ministri. Ottimo. Come le brioches. Perch il numero dei ministri e dei sottosegretari poteva e doveva essere tenuto a bada allatto della formazione del governo, quando partiti e correnti si scatenarono nel rivendicare posti e postazioni di controllo. Ma le richieste di sabato scorso sono chiare, fondatissime, non consentono fughe. Perch sono, appunto, il pane della democrazia. E attendono risposte. Quali? |
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