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RAPPORTO SU UN ANNO DI GOVERNO |
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Il Documento formato pdf
LA SINTESI 1) Finalmente sbloccati i fondi del bando per ledilizia residenziale del 2001: 8000 posti letto in pi per gli studenti fuori sede; altri 6000 restituiti a funzionalit
2) Nuovo bando per residenze universitarie: altri 10.000 posti letto in pi per gli studenti fuori sede (totale: 18.000 posti in pi; la disponibilit nazionale aumenta di oltre il 50 per cento
3) Varata per la prima volta in Europa la Carta dei diritti studenteschi. Verr sperimentata gi nel prossimo accademico presso alcune universit
4) Protocollo d'intesa in corso con il Ministero per le Politiche giovanili e con l'ABI per i prestiti donore: tasse e contributi, programmi Erasmus e master. Accordi ulteriori con Fondazioni bancarie per finanziare lintero ciclo di studi universitari o i bienni specialistici
5) Cambia la legge sul diritto allo studio: in autunno il nuovo testo. Maggiore protezione dei pi deboli. Rivalutazione del merito. La mobilit entra nelle prestazioni essenziali
6) Dopo otto anni arrivano finalmente le norme di attuazione della riforma del '99 di Accademie e Conservatori: ordinamenti didattici, reclutamento dei docenti, piano di sviluppo
7) Sviluppo e valorizzazione del sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale: creazione dei poli e distretti, internazionalizzazione, promozione della visibilit e della notoriet dei giovani talenti artistici
8) Progetto Ethicamente. Per la prima volta un progetto (coordinato dal Ministero) per promuovere negli studi universitari letica pubblica e letica delle professioni
9) Diritto allinformazione. Rinnovato il sito telematico del Ministero. Informazioni sugli sbocchi professionali e sui pi importanti risultati di ricerca sulla condizione studentesca.
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Sondaggio! Sondaggio sulla democrazia, please... |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Wednesday 07 February 2026 |
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Facciamo un bel sondaggio dopinione tra gli amici blogghisti. Allora, la questione la seguente: un istituto (unAccademia, un Conservatorio, per ora non vi dico quale, cos valutate, come si dice, in velo dignoranza) deve decidere una terna di nomi, da proporre al ministro perch - nellambito di quella terna - decida il nome del nuovo presidente. Nellorgano (chiamiamolo Consiglio) che deve decidere la terna ci sono, poniamo, diciassette persone. Voi pensate che la forma pi democratica sia: a) ognuno indica un nome e i tre pi votati compongono la terna; b) lorgano decide di formulare, nel suo insieme, una proposta plurale, che tenga conto degli orientamenti di tutte le componenti o di quelle principali; c) la maggioranza (poniamo nove contro otto) decide che i nomi della terna li indica tutti lei; e, per democrazia, vota prima (a maggioranza) che la terna sar fatta solo dalla maggioranza. Ecco, non vi dico che cosa pensi io. Ma il vostro parere mi interessa, per capire se ho smarrito la nozione di democrazia o la conservo viva. Ditemi dove c odore di democrazia e dove no. Anche perch, come ricorderete, quelle dellest si chiamavano pure loro democrazie (popolari, si precisava) e nella scorsa legislatura il concetto ha subito qualche rielaborazione P.S. Naturalmente prender in considerazione solo i blogghisti conosciuti fino a questo momento, non i cammellati da sondaggi. Scrivi un commento (12 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 08 February 2026 )
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Te lo do io l'equivoco. A proposito di politici e no |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Tuesday 06 February 2026 |
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Oh, i paradossi della vitaMa come, dicono che i politici sono ambigui, fumosi, che non parlano chiaro, che si pascono di equivoci, che non hanno il coraggio delle proprie parole, poi quando dici parole chiare gli altri te le rivoltano, fanno finta che tu ne abbia dette altre, diventano ambigui loro, esasperano gli equivoci. Lo vedo con qualche incuriosito sgomento in questi giorni. Caso numero uno (la celebre lesson one..): stiamo abrogando una legge assurda, che - alla chetichella e alla fine dellultima legislatura - aveva introdotto lequipollenza tra laurea in scienze motorie e laurea in fisioterapia. Un modo da avventurieri per dare lavoro in pi ai laureati in scienze motorie senza troppi riguardi per il diritto dei pazienti a essere curati da persone dotate delle competenze necessarie. Be, labrogazione che proponiamo chiara. Chiare, chiarissime sono state le mie parole e quelle del sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta. In difesa della seriet di questo governo, sia di fronte alluniversit sia di fronte alla salute. Abbiamo solo stabilito il principio che chi - frequentando scienze motorie - ha fatto esami previsti per fisioterapia (nellindirizzo biomedico se ne fanno diversi) si veda riconosciuti i crediti corrispettivi passando da scienze motorie a fisioterapia; e sempre in osservanza dei criteri di numero programmato stabiliti per i corsi di laurea in materie mediche. Buon senso, puro buon senso, visto fra laltro che il ministero della salute lamenta un fabbisogno di infermieri e fisioterapisti. Giusto? No, tuonano centinaia di lettere di protesta di fisioterapisti, incitati dai loro rappresentanti sindacali. Ecco lennesimo pasticcio, ecco i politici senza parola, ecco che dicono una cosa e ne fanno unaltra (voce dal sen fuggita: forse se li meriterebbero). Caso numero due: gli istituti musicali pareggiati. Hanno chiesto di avere per loro un occhio di riguardo, un po di ossigeno dal ministero, visto che - diversamente dai conservatori, che sono statali - vivono solo con i contributi degli enti locali. Be, per la prima volta hanno avuto un (modesto) stanziamento dal ministero, e con questa Finanziaria non era proprio scontato. Mi sono affannato a dire a tutti, perfino con brutale franchezza, che per questo non significava affatto che si stesse pensando a statalizzarli, che non ce ne sono le condizioni e che poi pure meglio se il sistema plurale, un po di musica dallo Stato un po di musica da comuni e provincie. Che il finanziamento solo il segno che non li abbandoniamo al loro destino, che vogliamo promuoverli dentro una strategia generale di sistema, come usa dirsi. Oh, non c una volta che ci vado e che non senta dire che questo il primo passo verso la statalizzazione che auspichiamo da tanto tempo (applausi). Meno male che c anche chi capisce (e traduce) Roma per Roma. Domenica pomeriggio ho scoperto Zorlesco! Alzi la mano chi sa dov. Ve lo rivelo io: frazione di Casalpusterlengo, bassa lodigiana (ovviamente non lo sapevo). Sono stato due ore alla cooperativa Vita Operaia, con un nuova davanti, non ricordo se alla cooperativa o alla vita operaia. Che umanit, amici miei. Che gente attenta, critica, passionale, colta; con il suo presidente Croce Oscar, prima il cognome poi il nome, con il suo avvocato Rebughini e con la piccola Egle a introdurre il pomeriggio, sedici anni, la pi giovane relatrice che abbia mai trovato. Che bel clima! Linguaggio chiaro per e con tutti. L, nessun equivoco, statene certi. Scrivi un commento (0 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 07 February 2026 )
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Catania e quello che fu il calcio |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 05 February 2026 |
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(Secondo post arretrato) A proposito dello scempio di Catania con assassinio incorporato. La mia proposta semplice: chiudere (e non sospendere) il campionato. Chiudere proprio tutto. Cari signori, finita qui. Si scende. Nessuno di noi ne soffrir. Oggi domenica siamo stati egregiamente anche senza campionato. Non ci proprio successo niente. Abbiamo recuperato un po di socialit. Abbiamo parlato, letto, riposato in tranquillit. Un po di persone rimarranno disoccupate: commentatori, arbitri, Moggi, signorine nessuno ma invitate perch con la coscia in mostra, ex giocatori, perdigiorno, sedicenti opinionisti isterici. Via tutti, a riposo per un anno; pazienza, se ne faranno una ragione. Chiudere il campionato senza vincitori n vinti. Mi spiace per lInter che non vincer lo scudetto. Mi dispiace (meno) per la Juve che resta in B anche lanno venturo. Un grande stop, un secchio dacqua gelata sulla testa dei manager del calcio e dei loro sicofanti e sicari di curva. Cos si perdono un sacco di soldi? Perfetto, ma io voglio la chiusura del campionato proprio per questo. Devono tutti perdere un sacco di soldi. Cos la capiranno, finalmente. Altro che passare da un accoltellato allaltro, da una corruzione allaltra, da un doping allaltro. Certo, qualcuno pi infognato nei delitti, qualcuno pi pulito; ma tutti sono colpevoli di impotenza; tutti hanno condiviso, volenti o nolenti, le regole del sistema. Basta vedere la reazione, per capire lipocrisia: stadi pi sicuri, dicono. Inflessibili con chi non far gli stadi pi sicuri. Che fesseria! Ma perch, quello che succede dipende da come sono fatti gli stadi? O dipende dal fatto che si allevano criminali da stadio in serie? Per quale motivo, piuttosto, non rendere subito (ossia dallanno venturo) nominativi i biglietti, anche se il bravo Paolo Cento invece di fare il sottosegretario allEconomia gi sceso in campo con pubbliche dichiarazioni contro questa inutile persecuzione? Perch non decidere finalmente (finalmente!) di far pagare lordine pubblico interno dalle societ di calcio, che te le voglio vedere quando non avranno pi migliaia di agenti messi gratis a disposizione delle loro tifoserie perch ne facciano quello che vogliono e dovranno assumersi battaglioni di guardie private per la sicurezza delle loro partite? Non se ne pu pi. Dal povero ispettore Raciti al dirigente della squadra dilettanti ucciso a botte dai tifosi della squadra avversaria in Calabria solo pochi giorni fa. Mandiamo a casa questo carrozzone. Diciamoglielo noi tifosi: fuori dalle balle, come si dice tra lord della curva. Ci consoleremo con i filmati del tempo che fu (molto tempo fa) o vedendo i ragazzini giocare in parrocchia o sulle spiagge o buttandoci noi ridicolmente (ma teneramente) nella partite scapoli-ammogliati o primo matrimonio-secondo matrimonio o sposati-pacs. E cos sia. Scrivi un commento (20 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 05 February 2026 )
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Veronica. Zia Luisa. Michela Buscemi |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 04 February 2026 |
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Le pause, accidenti. Le pause del Blog mi indispettiscono. Ma giuro che in certi giorni non posso farci niente. Recuperiamo dunque il tempo perduto. A voi i principali post accumulati nella mente durante i viaggi della settimana. Il primo (che per chi legger domani sar lultimo): Silvio e Veronica e Veronica e Silvio. Ma chissenefrega S, oddio, un po pi di simpatia per lei istintiva. Ma se devono trattarsi la causa di separazione, scelgano unaltra strada, un altro palcoscenico. Nelloccasione ho trovato stupefacente lapertura in prima, primo titolo in alto a pagina intera, di Repubblica; pi, allinterno, una pagina intera (intera!) costruita su venti righe scritte a caratteri cubitali, come se fosse una pagina di pubblicit Armani o Renault. E poi tiv e tiv. Che paese ragazzi. Lunica idea divertente che mi ha solleticato per una frazione di secondo lha avuta Radio Popolare: che mi ha chiesto di leggere la risposta di B. imitandone la voce. Respinta alla seconda frazione di secondo, ma bisogna dire che un po di satira sulla vicenda non sarebbe stata male, altro che massimi sistemi sui diritti della donna. Chi si sceglie un marito o se lo tiene o lo molla. A proposito di donne, ho trovato senza paragoni possibili la mia zia Luisa, cugina prediletta di mio padre e adorabile zia e ospite per me e famigliola al seguito un bel tot di volte. Mercoled ha fatto novantanni. E io le ho fatto la sorpresa. Dovendo andare ad Ancona da Roma, mi sono fermato mezzora a casa sua, vicino San Benedetto del Tronto. Pronto, come ti senti? Bene, fisicamente reggo ancora. Allora ce la fai a farmi un caff? Perch, dove sei? Sto arrivando. Be, stava mettendo gi la cornetta per fare subito il caff. Ma no, arrivo fra tre quarti dora. Mi ha accolto felice, profumata e ingioiellata, il Corriere sul bracciolo della poltrona (se lo legge da cima a fondo) e la legna che ardeva nel camino. Ha fatto il caff, ha voluto vedere sul cellulare le foto dei figli, sorrideva e sorrideva. E poi mi ha detto: da questo momento ogni giorno in pi un regalo. Dico io: ma lo facciamo un bel dibattito sulle donne sole e anziane (vecchie mai) che vivono intrecciando malinconia e scoppi di felicit? Un bel documentario, meglio? Altro che Cogne, Veronica e le scollacciate in serie. E ancora a proposito di donne. Sempre ad Ancona, dopo gli impegni istituzionali (e prima di altri) ho presentato le Ribelli. Accanto a me stava Michela Buscemi, una delle Ribelli, coraggiosa parte civile a Palermo, e perci ripudiata dalla famiglia di origine, compresi i tanti fratelli e sorelle che aveva tirato su lei al posto della madre. Sentirla stata per tutti unemozione profonda. Bastava che raccontasse i fatti e le tante donne presenti strizzavano gli occhi, trattenevano il respiro, e si capiva che per loro si apriva uno squarcio su un mondo mai veduto e immaginato davvero. Lucida, generosa, ma non senza qualche giudizio tagliente su questo o quel personaggio. Non per malevolenza. Ma per avere visto. O per linfallibile istinto di chi ha avuto il destino di essere preda. Saperle vedere le storie che ci scorrono intorno Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 05 February 2026 )
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Leggi ad personam. Grazie Armando |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Wednesday 31 January 2026 |
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Armando Spataro uno dei migliori magistrati italiani. E anche mio amico, lo dico senza infingimenti. Ma lamicizia leffetto della stima, non viceversa (come purtroppo accade spesso). E nei suoi confronti ho un rammarico, che mi sono portato dentro in questi ultimi mesi. Preciso: un rammarico che penso di essermi portato dentro doverosamente. In sostanza: ho scelto di stare zitto sulla nota, stupefacente vicenda del rapimento di Abu Omar da parte degli agenti Cia operanti su suolo italiano. In quanto membro del governo convinto che la disciplina di squadra sia un bene per il paese, mi sono dato il costume di non intervenire pubblicamente su ci che fanno i vari ministri o il governo nel suo insieme. Quando qualcosa non mi piace, decido solo che devo realizzarne una buona in pi nei campi di mia competenza. E dunque mi sono attenuto a questo costume anche di fronte a una storia viscida che coinvolge i vertici dei servizi segreti, visto che si tratta di una materia ancor pi delicata delle altre per definizione. Ho solo potuto misurare da lontano gli sforzi (enormi) che Spataro e altri magistrati hanno compiuto per fare luce su una vicenda che chiama in causa molti principi e valori. Bene, credo che dobbiamo essergli tutti grati, perch in ogni caso la legge va fatta osservare, e fino al massimo livello. Ed un bene per lItalia che ci siano magistrati (starei per dire uomini) cos. Forse il mio silenzio stato anche equivocato, ma qui non questo che importa. Qui mi importa dire che la protesta di Spataro per il comma che, al di fuori di qualsiasi dibattito parlamentare, stato introdotto ieri nel testo di legge approvato in commissione Affari Costituzionali della Camera, e che metterebbe al sicuro dai suoi doveri, a procedimento giudiziario gi avviato, il generale Pollari, non risponde allo stile (dico allo stile) che dovrebbe segnare lazione del centrosinistra. Spero che lo stile giusto alla fine si imponga. E intanto ringrazio chi, nonostante la fatica di Sisifo e le umiliazioni che gli comporta, ha cercato di far parlare le leggi nei fatti, senza arrendersi allidea che le leggi siano parole che si librano nellaria mentre la materialit della vita sociale viene regolata dai puri rapporti di forza. Scrivi un commento (23 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 31 January 2026 )
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Tra calcio e carri armati. La leggenda di Puskas |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 29 January 2026 |
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Chi mi conosce sa che non ho, mediamente (mediamente, ripeto), uneccelsa considerazione dei giornalisti, specie di quelli che per ragioni inesplorabili si ritrovano in mano le chiavi della grande politica. Non che ne abbia una bassa considerazione; per non ne ho nemmeno una considerazione alta come quella che essi hanno di s (e dei propri diritti verso il mondo che raccontano). Ecco. Luigi Bolognini un po il contrario dello stereotipo di giornalista che i fatti della vita mi hanno indotto a formarmi. E un cronista milanese di Repubblica bravo, umile e dai molti interessi. E uno che non apprezza molto il mondo doggi. E pur essendo piuttosto giovane (34 anni) guarda con nostalgia al mondo di qualche decennio fa; che non ha conosciuto, e che lo ha preceduto. Forse per questo ha scritto un libro sulla storia della grande Ungheria di Puskas e Hidegkuti, una delle pi belle e romantiche nazionali della storia del calcio. La chiamavano Aranycsapat, la squadra doro voleva dire. Era la prima met degli anni cinquanta e quella nazionale invincibile (battuta solo ai mondiali del 54 dai tedeschi straripanti di anfetamine) fin per simboleggiare la gioia possibile di un popolo su cui si stendeva il cielo plumbeo di un regime intollerabile. Finch i carri armati russi giunti a stroncare la rivoluzione di Budapest disfecero quella squadra leggendaria, mandandola in diaspora per il mondo, a rendere grandi (e altrettanto leggendarie) le squadre che illustravano un regime di segno opposto, quello della Spagna fascista: Kocsis e Czibor a far grande il Barcellona e soprattutto il colonnello Ferenc Puskas a fare grandissimo il Real Madrid, la squadra che stava nel cuore del dittatore Franco.
Bolognini ha scritto la vicenda dellAranycsapat con tratto delicato e struggente, intrecciandola senza retorica con uno degli eventi storici pi drammatici di tutto il Novecento, e ordendo la trama del romanzo intorno a un giovanissimo tifoso di nome Gabor, un fan di Puskas convinto - fino alla terribile prova contraria - che i trionfi della grande Ungheria fossero, un po come poi le imprese astronautiche della Russia o quelle delle nuotatrici dellest tedesco, il segno infallibile della superiorit del comunismo. Un bel libro per chi ama il calcio e per chi ha provato leffetto magone, qualche settimana fa, alla notizia della morte di Puskas, il meraviglioso fuciliere degli stadi. Troppa la materia che mi si affaccia alle memoria parlandone: da quando volli andare a sette anni con mio padre alla stazione di Milano ad accogliere i profughi ungheresi a quando sette anni dopo vidi un fantastico gol di Puskas in tiv una sera in casa a Roma: Real-Rangers di Glasgow 6-0; al volo, da trenta metri, di sinistro mi pare, una maglia bianchissima. Troppa materia. Perch alla fine la vita sempre pi piena di un romanzo. (Dimenticavo: il titolo del libro "La squadra spezzata. L'Aranycsapat di Pusks e la rivoluzione ungherese del 1956" e leditore Limina). Scrivi un commento (4 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 31 January 2026 )
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Sesso orale. La tiv delinquente |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 27 January 2026 |
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Sesso orale a scuola. Da ex studente del Parini, ossia del liceo in cui negli anni sessanta esplose il caso della Zanzara (il giornale studentesco in cui venne pubblicata uninchiesta sui ragazzi e sul sesso, roba che fin sulle prime pagine e poi in tribunale), da ex studente del Parini, dicevo, dovrei sentire una qualche epidermica simpatia per chi ha rilanciato il tema del sesso a scuola, creando scandalo e finendo sulle prima pagine. Invece no. Forse perch non ho pi let (dello studente, intendo). Ma pi verosimilmente perch mi pare che non ci sia proprio alcuna affinit tra luno scandalo e laltro. Il primo esprimeva un mondo che si apriva, che si liberava, che rompeva i conformismi, stava nellonda verde dei Beatles e dei capelloni. Non per nulla ne furono protagonisti il liceo della borghesia milanese, un liceo a suo modo progressista (anche se non me ne rendevo conto), che invitava Parri per il 25 aprile. E i suoi studenti, anchessi pi fortunati sotto il profilo degli strumenti intellettuali. A San Benedetto invece il sesso orale non corrisponde ad alcun anticonformismo. Nasce nel sottosviluppo conformista del Grande Fratello. Fai la pip e ti fai vedere, fai sesso e ti fai vedere, ti gratti l sotto e lo fai vedere, la sola cosa che non puoi fare bestemmiare, come se non ci fossero altre cose che abbrutiscono allo stesso modo la cultura civile. Perci che fa il ragazzino o la ragazzina teledipendente? Lo vede in tiv e lo rifa. E sogna di diventare protagonista nella sua povera tiv, quella del videotelefonino dei compagni.
Roba da disgraziati, da poveracci. Io credo che dovremmo incominciare a fare un po di sana campagna derisoria, sbeffeggiatrice, ferocemente caustica, nei confronti di tutti quelli che vanno al Grande Fratello, allIsola dei Famosi o a urlare in tiv le loro fesserie da coatti, e anche nei confronti di chi conduce quelle trasmissioni. Finora -o non stato cos?- abbiamo avuto lo scrupolo di non moraleggiare troppo, di non infierire con i vinti della vita. Ma se non lo facciamo le conseguenze generali saranno devastanti. Distruggeremo una generazione. Ergo, abbiamo una missione: abbattere lidolo della notoriet. Forza fantaccini, qui ci guadagneremo le vere medaglie al valor civile. Scrivi un commento (14 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 29 January 2026 )
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Ultimo articolo |
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(L'Unit, 7 agosto 2007) - Ferve a Milano il dibattito sulla Grande Brera. E una vasta
schiera di politici e opinionisti vi partecipa per accusare il governo (e in
particolare il ministero per l'Universit) di volere boicottare un progetto
importante, importantissimo per la citt. Il simbolo di un passaggio d'epoca. Una
condizione del rilancio culturale del capoluogo lombardo. Di che cosa si
tratta? In breve, con la formula "Grande Brera" si intende una
Pinacoteca assai pi ampia e moderna dell' attuale, in grado di ospitare pi
funzionalmente un maggior numero di opere; e di moltiplicare i numeri (oggi un
po' modesti) dei visitatori, allineandoli alle ambizioni di una grande capitale
d'arte. Come si pensa di raggiungere questo obiettivo? In primo luogo
annettendo alla Pinacoteca ampi spazi dell'Accademia di Brera, che convive
nello stesso storico edificio di via Brera, e spostando la gran parte di
quest'ultima in un'altra area della citt. |
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