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RAPPORTO SU UN ANNO DI GOVERNO |
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Il Documento formato pdf
LA SINTESI 1) Finalmente sbloccati i fondi del bando per ledilizia residenziale del 2001: 8000 posti letto in pi per gli studenti fuori sede; altri 6000 restituiti a funzionalit
2) Nuovo bando per residenze universitarie: altri 10.000 posti letto in pi per gli studenti fuori sede (totale: 18.000 posti in pi; la disponibilit nazionale aumenta di oltre il 50 per cento
3) Varata per la prima volta in Europa la Carta dei diritti studenteschi. Verr sperimentata gi nel prossimo accademico presso alcune universit
4) Protocollo d'intesa in corso con il Ministero per le Politiche giovanili e con l'ABI per i prestiti donore: tasse e contributi, programmi Erasmus e master. Accordi ulteriori con Fondazioni bancarie per finanziare lintero ciclo di studi universitari o i bienni specialistici
5) Cambia la legge sul diritto allo studio: in autunno il nuovo testo. Maggiore protezione dei pi deboli. Rivalutazione del merito. La mobilit entra nelle prestazioni essenziali
6) Dopo otto anni arrivano finalmente le norme di attuazione della riforma del '99 di Accademie e Conservatori: ordinamenti didattici, reclutamento dei docenti, piano di sviluppo
7) Sviluppo e valorizzazione del sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale: creazione dei poli e distretti, internazionalizzazione, promozione della visibilit e della notoriet dei giovani talenti artistici
8) Progetto Ethicamente. Per la prima volta un progetto (coordinato dal Ministero) per promuovere negli studi universitari letica pubblica e letica delle professioni
9) Diritto allinformazione. Rinnovato il sito telematico del Ministero. Informazioni sugli sbocchi professionali e sui pi importanti risultati di ricerca sulla condizione studentesca.
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Quelle di "mezzocielo". Il bello, il brutto e i miei amici |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 28 December 2025 |
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La casa in cui sono ospite nel centro storico di Palermo, verso piazza Marina. E il centro storico oggi unentit strana, che sembra l l per trasformarsi, vicoli che potrebbero diventare preziosi in mezzo a barocchi abbandonati ma magnifici. Non c bisogno di sventrare, tranne alcuni edifici (i pi nuovi) che fanno veramente schifo. La ristrutturazione ormai diventata unarte e il dedalo di viuzze che ruota dietro il Foro Italico potenzialmente una meraviglia urbana, diversamente dai dedali napoletani che portano impressi il segno delle loro funzioni originarie e possono essere solo addolciti e civilizzati (nel senso delle pratiche e dei servizi civili). Ma per fare le meraviglie bisogna avere il senso di ci che bello e ci che orribile. Bella, bellissima, per esempio, lintuizione di fare del Foro Italico un grande,lungo terrazzo sul mare per i cittadini. E di mettere prato e palme dove prima cerano i rifiuti con le giostre e i campi nomadi e centinaia di baracche per il commercio ambulante. Era assurdo che Palermo, citt di mare, non avesse una sua passeggiata sul mare e che la gente, per farla, dovesse andarsene a Mondello. Ma, appunto, qui viene il brutto, losceno. Ossia i birilli colorati che delimitano il prato verso la strada e soprattutto le panchine su cui sedersi per contemplare il mare. Bisogna sapere, infatti, che le panchine sono concepite come materassini da spiaggia, con finto cuscino verso il mare e colori a quadretti da bambini in colonia distribuiti sul finto materassino. Una cosa sconvolgente solo a pensare che c qualcuno che ha disegnato quegli orrori e qualcuno che li ha scelti (si presume tra altre proposte) e qualcuno che li ha approvati e qualcuno che li ha inaugurati senza darsi alla fuga alla sola vista. Sar anche per questo che a Palermo circola con molto seguito la tesi che solo Leoluca Orlando pu riportare la citt sulla strada della qualit urbana, gi intrapresa a piene dosi durante i suoi mandati da sindaco. Anche quelli di destra ormai vedono la sporcizia o il traffico e dicono ci vuole Orlando proprio mentre in ogni angolo spicca lautopromozione della citt fatta dallattuale (e mondanissimo) sindaco Cammarata. Il declino rispetto alla passata amministrativa, e la rapidit del declino, vengono denunciate su una bella rivista bimestrale di politica, cultura e ambiente pensata e realizzata da donne. Si chiama -e questo non forse troppo originale- mezzocielo. Foto di Letizia Battaglia e di sua figlia Shobha, artiste con pochi pari nel loro genere. In redazione Simona Mafai, Beatrice Monroy, Leontine Regine e altre donne di varie generazioni, a testimonianza della ricchezza della presenza femminile in questa citt. Una presenza che suona radicale diversit culturale nelleditoriale dellultimo numero. in cui trovate uno splendido spruzzo di sarcasmo verso chi vorrebbe battere i pugni sul tavolo nei confronti del governo Prodi per lassenza di ministri siciliani nellEsecutivo. Commenta mezzocielo che nessuno in Sicilia ha pianto per questo. Donne di varie generazioni, dicevo. Gi, tra loro anche Stefania Savoia (nessuna parentela, per carit; repubblicana dichiarata), che mi ha regalato una copia della rivista. Stefania lho conosciuta quando nata e ora me la ritrovo inchiocciata tra le donne pi note della sinistra palermitana, valente studiosa di letteratura latinoamericana. Cos . Ogni tanto giusto riprendere le misure al tempo che avanza (non sempre col nuovo). Mi ha fatto piacere, sempre a proposito di generazioni, constatare che lunica firma maschile di mezzocielo -almeno sullultimo numero- quella di Enzo Guarrasi, grande studioso di tradizioni popolari e antropologia urbana e altro ancora. Enzo un mio carissimo amico dai tempi della terza liceo. Testimonianza vivente di quello che mi predicava mio nonno materno: i veri amici sono quelli dei banchi di scuola (e del pensionato Bocconi, aggiungo io; pi qualcun altro ancora). Vedr Enzo tra qualche ora, insieme a un altro compagno di quella classe, Pietro Palumbo, che oggi insegna filosofia a Verona. Quel che mi colpisce come ci si possa riincontrare anche dopo molti anni con la massima tranquillit, sapendo che laltro non cambiato, o che casomai ha condiviso i tuoi stessi cambiamenti. E che gli puoi raccontare tutto, ma proprio tutto, sapendo che ti capir e non ti tradir. Non un pensiero molto originale, ma gran cosa lamicizia. Scrivi un commento (0 Commenti) |
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Favole di Natale |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Tuesday 26 December 2025 |
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I Carmi di Catullo. Saranno loro a farmi compagnia stanotte, rinnovando una tradizione che coltivo da quando avevo diciassette anni. Allora decisi che la notte di Natale dovevo costruirmi uno spazio speciale, concedermi un rapporto con me stesso, uscire dal clima dei regali e delle feste. E leggere un libro secondo ispirazione. A volte ho scelto un libro regalato in quello stesso Natale da una persona cara. Altre volte ho tirato fuori dalla libreria un volumetto intonso o letto e sottolineato decenni prima; in fondo fa lo stesso, tanto il livello di lettura cambia sempre. Questanno ho tirato fuori dalla libreria di mio cognato Luigi un Catullo prezioso, rilegato, curato da Ettore Romagnoli ed edito nel 1927, o anno sesto dellera fascista, come sta scritto sul frontespizio. Ho passato la giornata con amici e parenti del ramo palermitano. Certo, si pranzato come si fa qui e altrove per Natale. Notevoli, notevolissimi, i carciofi fritti. Ma si parlato a lungo e bene, come si fa solo quando ci si incontra avendo a disposizione tanto tempo. E si studiano meglio le parole degli altri. E si scrutano pi in profondit i loro gesti. E i cambiamenti che le parole e i gesti rivelano. I cambiamenti dei figli, ad esempio,che in libreria (ieri sera 24) scopri capaci o addirittura avidi di letture che non avresti immaginato. Compri loro una raccolta di poesie pensando che svelerai loro le storie e i segreti di quella raccolta, anche le storie che ti riguardano, e scopri che sanno gi tutto, anche il modo in cui una certa poesia entrata nella tua vita. Lavranno visto, letto, sentito dire una volta e gli rimasto impresso. E tutto hanno rielaborato, nella loro freschezza sorgiva. Oppure scopri che vogliono per loro i libri che in casa ci sono gi e che in casa non hanno mai aperto. O scopri ancora la zia, la sorella di mia madre (rimasta qui quando mio nonno materno, ufficiale dei carabinieri pure lui, chiuse il suo servizio proprio a Palermo), che quasi non ci vede pi. E cerca di indovinare con amore le fattezze di tua figlia e allora ti incarichi tu di raccontarle chi e come fatta, parlandole in un orecchio, mentre lei la cerca e le parla a sua volta. Gli scambi tra le generazioni sono davvero una delle cose pi meravigliose che esistano. Purch siano scambi: n prediche n compiacimenti corrivi. E a proposito di generazioni. Mi rendo conto che sono rimasto uno dei pochi che si diverte a fare Ges Bambino per i piccoli nellora in cui arrivano i regali. A me questa storia dei corsi per fare Babbo Natale sembra francamente una roba demenziale. Babbo Natale lo si vede, gli vedi le scarpe, cos poi quando si rimette in borghese ed entra nella stanza dei regali il bambino (che non fesso) tende lindice e rivela: lui Babbo Natale. Ma che bel mistero: svelato da un bambino... Il fatto che Ges Bambino non bisogna vederlo. Lui deve bussare alla finestra, meglio dal balcone (occorre un complice; quando i miei figli erano piccoli, me lo faceva Gianni Barbacetto). E quando bussa, i bimbi devono stare in corridoio, fuori dalla stanza. E allora uno entra nella stanza del presepe e dellalbero, e parla ad alta voce con Ges Bambino. E lo chiama freneticamente, e gli dice ma quante cose hai portato, poi lo corregge, e gli dice che per Giovannino troppo, perch non stato molto buono, allora Giovannino sente e piange ma la mamma dice dal corridoio che non vero, che Giovannino stato buono, e insieme cantano tu scendi dalle stelle, e poi si esce in corridoio a dire che Ges Bambino ha freddo e vorrebbe del vino per scaldarsi (ci sono le varianti: il brodo, il cioccolatino...), e continua cos per venti minuti. Finch si apre la porta sul corridoio e si dice ecco i regali e mentre il complice approfitta del trambusto (o del balcone) per eclissarsi i bimbi si gettano felici sui regali e magari prima cercano Ges Bambino in cielo e tu gli dici eccolo l, lo vedi quel puntino luminoso? Lo so, raccontata da un adulto sembra unidiozia. Ma per il bimbo una favola stupenda, altro che i travestimenti con le barbe posticce, magari con i master per diplomarsi... Bisognava vedere ieri il mio (pro)nipotino di cinque anni: il desiderio, la gioia spamodica che aveva negli occhi quando corso sul balcone per vedere Ges Bambino. Che volete farci. Me lo ha insegnato mio padre, ho poi affinato la sceneggiata per i miei figli, attendo -se ne sar richiesto- di farlo quando sar nonno. Lho fatto ieri da prozio. Con due bimbi osservati da dieci adulti stretti in corridoio, con un po di foto scattate sulla loro aria di sogno. E questo non riesco a capire se sia giusto. I sogni non si fotografano, non ci mai riuscito nessuno. Anche se gli adulti vorrebbero custodirne una traccia per continuare a sognare, pure loro, tra qualche anno. Ancora Buon Natale. Leggete un libro anche voi; bastano le prime due pagine, ed unaltra cosa. Scrivi un commento (3 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 09 January 2026 )
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L'eroica lotta della Feltrinelli di Palermo contro me medesimo |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 25 December 2025 |
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Natale in Sicilia, dopo un quarto di secolo. Per festeggiare le radici e agli affetti fraterni di Emilia. Ogni venticinque anni si pu. Siamo arrivati a Palermo in fila indiana. Lei gioved, i ragazzi venerd, io sabato sera. Con Carlo e Dora mi sono perfino incontrato a Fiumicino mentre loro ci passavano per andare a Palermo e io mi sorbivo lennesimo ritardo in attesa di tornare a Milano. Altro che gli incontri che si vedono al cinema... Delizia purissima, suggellata naturalmente da unofferta di colazione ai due gioielli. A casa, vista la novit del trasloco di massa per alcuni giorni, non cerano n albero n presepe. Ne ho rimediato uno - non male, non male - sistemando accanto a una tipica capanna del Natale peruviano un paio di puffi, una minibambolina, un carabiniere piegato in avanti, un modellino di Assuracenturix con la cetra, un lama che mi portato Carlo dalle Ande, un vecchio cavallino nero di plastica, due torpedoni in miniatura colombiani, minipersonaggi da ripiano di libreria. Per sfondo ho messo tre quadretti del cielo-mare di Stromboli in sequenza e un cielo dipinto alle elementari da Doretta. Un paio di sassi, anche loro con qualche significato affettivo. E alla fine ho sentito intorno meno vuoto.
Lo sbarco in Sicilia mi ha lasciato qualche inquietudine dentro. Positiva inquietudine. Bisogna sapere infatti che per andare da Punta Raisi a Palermo c uno dei servizi pi efficienti su cui la storia della Sicilia abbia mai potuto contare. Roba da competere alla pari, e di pi, con lefficienza della mafia. Si tratta di un pullman che parte ogni mezzora, che costa cinque euro e che praticamente lascia i clienti dove vogliono loro lungo il percorso. Durata del viaggio: la stessa di unauto. Ebbene, nonostante questo sul pullman eravamo in quattro. Tutti gli altri passeggeri avevano trovato a riceverli gruppi di parenti e amici rumorosi e festanti (alcuni in lacrime), a cui evidentemente era sembrato brutto fare tornare i propri cari in Sicilia senza associare subito a un volto amico, a un abbraccio, il rientro nella propria terra. C qualcosa di magico, di carnale, in questo rapporto con il ritorno. Qualcosa che ha a che fare con lidea dellisola, una dimensione che evidentemente non pu essere cancellata nemmeno dalla civilt degli aerei. Che sopravvive alle stesse pi celebri usanze, via via cadute con il tempo: il triplo segno della croce al decollo, lapplauso liberatorio e riconoscente allatterraggio. Qualcosa che (negativamente stavolta) resiste nella cultura isolana si ritrova anche nella eroica guerra privata che la Feltrinelli di Palermo conduce contro il sottoscritto. Quando in citt venne aperta la prima libreria Feltrinelli, pensai che ne avrebbe guadagnato la vita culturale e civile di un territorio abbrutito dalla cosche e dalla corruzione. E cos credo che per tanti versi sia stato. Dopodich ho scoperto che un paio danni fa la premiata libreria si rifiut allinizio di ordinare pi di una copia della mia Fantastica storia di Silvio Berlusconi, che pure fece tre edizioni. Ora vengo di nuovo a sapere che la Feltrinelli della centralissima via Maqueda si rifiutata di ricevere Le Ribelli (stiamo parlando di Palermo!!), con il pretesto che era passato il primo dicembre, basta, c Natale, non c pi posto per nessuno. Non hanno ragionato cos altre librerie meno grandi e capienti di Feltrinelli. Io vedo in questo comportamento (apparentemente pazzesco) i precisi segni -appunto- di una vecchia cultura, che non ha mai fatto molto bene alla Sicilia. La cultura di chi quando controlla un posto, un posto qualsiasi, dalla Regione al catasto ai telegrafi, pensa di avere la massima discrezionalit perch di qua devono passare. Be, se tra gli affezionati blogghisti natalizi c qualche palermitano, spieghi alla Feltrinelli che almeno su mafia, cattiva politica e corruzione, ho gli stessi diritti degli altri autori. Anche se non mi presento per chiedere il favore. Intanto buon Natale a tutti. E che a tutti giungano almeno dieci sms personalizzati. Cos, giusto per avere lidea che qualcuno ti pensa per davvero. Buon Natale a chi a casa, buon Natale a chi in viaggio. E a risentirci in giornata. Scrivi un commento (4 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 09 January 2026 )
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Auguri al ciclostile |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 23 December 2025 |
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Devo confessarvi un segreto. Mica importante. Ma sfizioso forse s. Lultimo giorno di lavoro lho passato a firmare circa mille cartoncini di auguri istituzionali. Ho allestito una specie di catena di montaggio in ufficio e io ero il penultimo passaggio prima dellimbustamento. Con la mia penna a biro da battaglia, trofeo di qualche recente convegno presso una fondazione bancaria. Li firma tutti lei? S, li firmo tutti io. Facile a dirsi, abbiamo fatto notte fonda con Paoletta. Ma ce lho fatta, firmando pacchi di cartoncini anche in auto, mentre andavo nella periferia romana a una (bellissima) presentazione delle Ribelli. Non solo. Dove lamicizia o la deferenza per gli anziani richiedevano qualcosa in pi, una parola, una frase, ce lho messa. A questo punto si sar capito che non sopporto gli auguri al ciclostile, quelli che imperversano da anni e di cui non riesco a capire le ragioni. Sms uguali per centinaia di persone, senza un aggiustamento, un nome, un riferimento al fatto che il giorno prima ti sia nato un figlio o morta la mamma o tu sia stato operato durgenza o ti sia laureato. Tutti uguali, magari da chi condanna in ogni discorso il consumismo o questa societ che ci riduce a numeri. Appunto, numeri di telefono. Ai quali inviare le stesse identiche parole. Con una villania sfrontata (perch inconsapevole) in quello che vorrebbe essere un atto di gentilezza per antonomasia. Che cosa di pi gentile, in fondo, del fare gli auguri per la festa pi spirituale dellanno? Bene, siamo riusciti a fare diventare un atto di villania anche quello. Io sono sempre combattuto se cancellare il messaggio, fare sdegnosamente finta di non averlo visto, o rispondere con una frase personalizzata, illudendomi che chi dallaltra parte capisca. Mia moglie Emilia dice che non riesco a togliermi di dosso la veste del professore e pu darsi che abbia ragione. Ma a me laugurio ciclostilato mi indispone. Arrivano biglietti dauguri che costano a tutti (o come contribuenti o come consumatori) di aziende pubbliche e private senza neanche un nome, o solo con un biglietto da visita. Che utilit hanno? Che relazione stabiliscono? Magari il biglietto da visita quello di un amico. Ma scusa, non lo guardi lelenco dei destinatari? Non ci metti un asterisco sui nomi con cui hai qualche rapporto umano, per dire questi no, questi li firmo io? Oppure arrivano firme che sono sgorbi (fatti da chiss chi) e tu resti l come uno scemo perch vorresti ringraziare, e invece non capisci proprio chi possa averti scritto (si fa per dire). Il bello che i signori in questione qualche senso di colpa devono pure averlo sviluppato. Perch ora si usano dei sistemi raffinati per fare sembrare autografa la firma ciclostilata. Ad esempio avendo cura che la firma sia di colore diverso da quello degli auguri. Naturalmente si nota subito. Ma dico io: che ti costa optare tra le seguenti soluzioni? 1) Non mandare gli auguri a nessuno, spiegando che il Natale diventato una festa troppo materiale e che tu non vuoi concorrere al suo snaturamento; 2) mandare pochi auguri, solo alle persone pi care, e rispondere agli auguri che ricevi, giusto per educazione; 3) mandare gli auguri a tante persone, perch pensi che per Natale sia giusto rinsaldare i rapporti di amicizia, in definitiva c anche laugurio per lanno nuovo, e allora mettere in bilancio una apposita giornata di lavoro. Ma, appunto, lamicizia presuppone unattenzione, anche piccola, verso laltro; lamicizia non neutralit affettiva. Per questo quando mi ha telefonato sul cellulare la segretaria di un deputato amico per chiedermi il mio indirizzo e-mail, le ho risposto che se era per gli auguri poteva non disturbarsi. Gradivo gi il pensiero, sia pure arrivato attraverso la segretaria. Perch sciuparlo poi con una mail uguale per tutti mandata a centinaia di persone? (P.S. certo curioso, e a suo modo simbolico: usare quanto di pi personale ci sia, cio il cellulare riservato con cui raggiungi un essere umano mentre corre per prendere il treno o mentre mangia o mentre fa la pip, per potergli mandare la cosa pi impersonale che epoca, ragazzi). Scrivi un commento (4 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 09 January 2026 )
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Giornalista in esilio |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Saturday 23 December 2025 |
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Ore 1,25 della notte tra venerd e sabato. Torno ora da una festa dove era davvero difficile capire se fosse pi forte la malinconia o lorgoglio. Fatta allOsteria del Treno di Milano, zona stazione centrale. Laveva organizzata Fabio Zanchi, giornalista di Repubblica. Anzi, ex giornalista di Repubblica, dove sbarcato dallUnit pi di ventanni fa. S, Fabio, firma storica della Repubblica di Milano, lascia il suo giornale. E va a lavorare per la Provincia, con Penati e con lassessore alla cultura Daniela Benelli. Si occuper dei cosiddetti grandi eventi. Soldi? No, la sua stata una scelta dolorosa, e stasera lo si capito ancora di pi. Quante cose avrebbe voluto dire nei pochi minuti che ha avuto il microfono in manoMesso allangolo nella sua redazione, umiliato in mansioni di secondo piano senza troppe preoccupazioni di offenderne lintelligenza. Perch nei giornali (come in politica, come ovunque) pu accadere anche questo: che chi ha dato loro struttura e forza e credibilit venga messo in soffitta, pur dicendogli che avr pi responsabilit di prima. Per un ghiribizzo della mente, per unalzata dingegno. Cerano intorno a Fabio tanti amici e un nugolo dei redattori che hanno fatto la forza della Repubblica di Milano; una quindicina, mi pare. In ciascuno, per quanto fosse intinta nel mondano, si notava la tristezza, la malinconia profonda del momento. Uno di loro, in fondo, era costretto a cambiare mestiere, emarginato dopo il lungo e onorato servizio che in genere d diritto (almeno in Italia) a un cavalierato del lavoro. Mi sono messo in un angolo da solo, con un bicchiere di bianco leggero. E ho cercato di dare un senso a quanto mi stava accadendo intorno. Ho pensato che tutto questo succedeva mentre era in corso il pi duro sciopero dei giornalisti che io ricordi. E che perci labbandono del vecchio capocronista aveva in s qualcosa di simbolico. Reso ancor pi inquietante dalla notizia che nessuno della Direzione di Repubblica gli avesse fatto una telefonata per chiedergli di ripensarci. O per fargli i migliori auguri per questo futuro che inizia a cinquantatre anni. Niente. Niente di niente. Io so di Fabio che stato ed tra gli organizzatori (il pi indispensabile) del Mantova musica festival. So che della sua famiglia comunista mantovana, dei suoi genitori gentili e tutti dun pezzo, porta innato il senso dellessere di sinistra, che coltiva in ognuna delle varianti riformiste. Che perci rimasto amico dei vecchi compagni finiti in Cl come ai bordi di Forza Italia, ma soprattutto rimasto legato a chi nei Ds rappresenta la voglia di riformismo, che lui intende in modo pragmatico e originale. So anche che quando gli ambienti del riformismo meneghino (in odor di Tangentopoli) lo mandarono -attraverso il suo giornale- a fare un pezzo contro di me (sui giovani redattori di Societ civile che reclamavano da me un comitato di redazione), mi stette a sentire con gli occhi azzurri fissi sulle mie parole. Poi si convinse che quel pezzo sarebbe stata una porcata e, senza dirmi nulla, decise di non farlo. Insomma, uno con la spina dorsale. Che venuta fuori anche stasera. Tra parole tristi e orgogliose, un po di musica, gli applausi degli amici che hanno voluto esserci. Che Natale, ragazzi. Con un giornalismo ridotto in edicola a Giornale e Libero e che per qualche fisima incomprensibile si priva dei suoi pezzi pregiati sugli altri quotidiani. Dai, Fabio. Si mormora che tu abbia un cattivo carattere (e sottoscrivo). Ma a volte il cattivo carattere serve proprio per non acquietarsi davanti alle ingiustizie. Per ribellarsi. Per ricominciare una nuova vita a cinquanta anni e passa. Auguri, Cotechino! Scrivi un commento (0 Commenti) |
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W la Direttrice! Anche se condannata |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Friday 22 December 2025 |
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Tornato in sede. Domani lantivigilia di Natale. E dopodomani la vigilia (quando si dice cartesiani). La settimana stata intensa. Oserei dire frenetica. E rimasta una coda di lavoro, che cercher di evadere con un blitz al ministero ai primi di gennaio. Una cosa mi preme per sottolineare: se vi diranno che sono andato a legittimare pubblicamente a Trapani una direttrice di conservatorio condannata per violenza privata sappiate che lho fatto in scienza e coscienza. Insomma: che lho fatto apposta; dopo averci ben pensato, ma proprio ben pensato. La direttrice stata lanima di un conservatorio di recente generazione (linguaggio da computer). Lha tirato su con passione, facendone unavanguardia della societ civile trapanese, che le sue vischiosit e le sue ambiguit ce le ha mica da ridere. Ha creato con i suoi docenti una scuola vera e propria (luned sera a Catania la sezione della musica dinsieme del festival dei conservatori lhanno vinta appunto quattro ragazzi di Trapani). Ha respinto ogni tentativo di fare di quel conservatorio prestigioso la foglia di fico per aprire le classiche succursali o gli istituti convenzionati caldeggiati da chiacchierati politici locali. Alla fine scattata la denuncia contro di lei: per violenza privata, per avere posto a un paio di studenti il problema della incompatibilit (salva autorizzazione) tra lessere parte dellorchestra dellistituto e lessere parte di altre orchestre. Lei fra laltro sostiene -e le credo- di non avere neanche posto la questione in questi (legittimi) termini e di avere solo chiesto ai due se fosse vero che intendevano suonare in altre orchestre, perch di questo le era giunta voce. Non la faccio lunga. E stata denunciata da un grappolo di non-allievi e condannata a venti giorni (senza menzione ecc.). Da qui la richiesta di cacciarla giunta da parte di qualche ambiente sindacale e politico. No. Io sono di quelli che pensano che le condanne giudiziarie debbano essere considerate -eccome- quando si valutano i curriculum. Ma penso anche che se sono proprio i buoni curriculum (Arbore direbbe i curricula) a scatenare le iniziative giudiziarie a mo di ritorsione per non essere stati al gioco, bisogna saperlo intuire e capire. Dico la verit: che se avessi visto tutto questo in un film avrei pensato a un complotto. Lo so, lo so. Qualcuno invocher la coerenza estrema, le sentenze non si discutono ecc. Ma io ho il dovere, pi che della coerenza formale, di difendere le persone per bene. Dunque non ho voluto aggiungere ingiustizia a ingiustizia (gi, sto qui criticando la sentenza, anche se la rispetto). E ho fatto bene. La notte di marted al concerto in cattedrale -il requiem di Mozart, eseguito benissimo!- cera il pienone. Una scena inedita, il segno di una citt meno indifferente. Un sacco di giovani, molte autorit cittadine, che hanno ben capito che cosa accaduto. Gli insegnanti e gli studenti, tutti solidali con la direttrice. E ho incontrato anche un docente raro, uno che venne a suonare al battistero di Mantova alla prima edizione eroica del Mantova musica festival. Che insegna anche a Ginevra e che del conservatorio di Trapani mi ha parlato benissimo. E che, senza saperlo, mi ha definitivamente convinto di essermi preso una giusta responsabilit. Scrivi un commento (2 Commenti) |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 18 December 2025 |
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18 dicembre. Sono felice due volte. Perch arriva il Natale, con il suo regalo pi grande: quello di potere stare un paio di giorni (e magari perfino uno in pi) con i propri figli. Parlando con loro, naturalmente evitando di essere io a tirare in ballo i temi seri. Bisogna partire sempre leggeri, tanto poi ci pensano loro. E stupendo guardarli, anche senza che se ne accorgano, e rielaborare nella mente le loro fattezze, i loro atteggiamenti: come sono evoluti, come si sono impressi nella mia memoria in epoche differenti. Ridendo, perch sono simpaticissimi tutti e due. Sono momenti rari, i punti di partenza ideali per ridare sempre un senso a quel che si fatto (se e quando ce lha), per cercare, ma s crepi il dialetto, qualche chiave nascosta dellesistenza. E poi sono felice perch fra tre giorni c, come si dice, il giorno pi corto dellanno, quello con meno luce. Poi le giornate iniziano ad allungare. Un po di luce in pi (bella come a Roma, livida come a Milano) ogni giorno, e parte la morbida tirata verso la primavera. Verso il 25 gennaio ce lo diremo tutti: guarda, le giornate si stanno allungando. Intanto vado a godermi il sole di Sicilia girando velocemente per un po di conservatori (la o larga, mi raccomando) da sostenere. Oddio, ieri a Catania pioveva e hanno pure sospeso la partita al Cibali, ora ribattezzato Massimino in omaggio allex presidente della squadra, quello che quando lallenatore gli disse che per vincere mancava lamalgama chiese perch non glielavesse messo nella lista dei giocatori da comprare. Vado a Catania, dicevo, perch stasera c la nuova puntata del festival dei conservatori, che si terr al teatro Massimo per la sezione della musica dinsieme. Ma soprattutto ci vado per lanciare il progetto di Catania ponte artistico-musicale verso il Mediterraneo orientale, a cui abbiamo iniziato a lavorare. Speriamo di non metterci troppo a vedere le prime realizzazioni. Prima per c il convegno in regione Lombardia sul diritto allo studio. Solo per questo lascio il post un po frettolosamente. Credo che per due giorni mi sar difficile metter mano al Blog. Buoni preparativi a tutti. E ricordate: per Natale non regalate n seni nuovi n gorgonzola lubriconi (vedi post precedenti, non sono impazzito). A mercoled. P.S. Mi ha appena fatto gli auguri quel galantuomo di Elvio Fassone. Fosse ancora in commissione Giustizia...Ma perch non gli fanno fare da implacabile e ferratissimo consulente giuridico in qualche ministero? Scrivi un commento (13 Commenti) |
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(L'Unit, 7 agosto 2007) - Ferve a Milano il dibattito sulla Grande Brera. E una vasta
schiera di politici e opinionisti vi partecipa per accusare il governo (e in
particolare il ministero per l'Universit) di volere boicottare un progetto
importante, importantissimo per la citt. Il simbolo di un passaggio d'epoca. Una
condizione del rilancio culturale del capoluogo lombardo. Di che cosa si
tratta? In breve, con la formula "Grande Brera" si intende una
Pinacoteca assai pi ampia e moderna dell' attuale, in grado di ospitare pi
funzionalmente un maggior numero di opere; e di moltiplicare i numeri (oggi un
po' modesti) dei visitatori, allineandoli alle ambizioni di una grande capitale
d'arte. Come si pensa di raggiungere questo obiettivo? In primo luogo
annettendo alla Pinacoteca ampi spazi dell'Accademia di Brera, che convive
nello stesso storico edificio di via Brera, e spostando la gran parte di
quest'ultima in un'altra area della citt. |
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