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DELITTO IMPERFETTO. Il generale, la mafia, la societ italiana |
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E' in libreria la nuova edizione di Delitto Imperfetto (Melampo) Questo libro venne scritto nel 1984 per raccontare, prima dei grandi processi, quel che era accaduto. O almeno quel che era accaduto sotto gli occhi dellopinione pubblica e che quasi tutti fingevano di non avere visto. Sottoposto a una ferrea censura televisiva, Delitto imperfetto ebbe uno straordinario successo di pubblico. Ancora oggi esso ha il valore del documento umano e civile capace di svelare, attraverso uno sconvolgente affresco depoca, i meccanismi della complicit morale e culturale. E di spiegare ai pi giovani un pezzo cruciale della storia nazionale. "Se vero che esiste un potere, questo potere solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere n ai prevaricatori, n ai prepotenti n ai disonesti.
Potere pu essere un sostantivo nel nostro vocabolario ma anche un verbo. Poter convivere, potere essere sereni, poter guardare in faccia linterlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia; poter sentirci tutti uniti in una convivenza che non pu restare vittima di chi prevarica, di chi attraverso il potere lucra.
Carlo Alberto dalla Chiesa. Dal primo discorso pubblico come prefetto di Palermo, 1 maggio 1982 |
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Qui Torino. Libri, jazz e rapporto ai margheritini |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 13 May 2025 |
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Sono a Torino da venerd sera per la Fiera del libro. Gemellaggio con la Lituania, celebrato lo stesso venerd sera con concerto al Conservatorio. Jazz classico a cura degli allievi torinesi, jazz lituano (non fate la faccia di mia moglie, stato perfino affascinante) da parte degli ospiti. Lunghi colloqui con direttrice e alcuni docenti per sapere che anche qui, come gi a Bologna, e in chiss quali altri posti, un po' di Erasmus partono ospitando in casa propria gli studenti che vengono dall'estero. Il direttore di Bologna, ho saputo -e non da lui- dopo il mio ultimo post, ne ha presi in casa una volta sei tutti insieme. E pare che non si trovassero male...In ogni caso mi si fa sempre pi pressante e convincente l'idea di pensionati studenteschi con larghi spazi per chi viene da fuori. L'ospitalit che si riceve all'estero bisogna saperla ricambiare. Lo si fa anche tra cittadini privati, giusto? Ieri mattina rapido convegnino sull'universit con i giovani della Margherita. Che hanno colto al volo l'occasione della mia presenza (e han fatto bene) e che hanno poi notato l'assenza dei cosiddetti adulti. Ci fosse stato da decidere qualche posto in una municipalizzata, ci sarebbero state le masse. Cose risapute, comunque. Quel che mi ha fatto piacere che l'idea che ho caldeggiato con Mussi, e di cui mi sono preso la responsabilit realizzativa, funziona. Funziona davvero. Quale idea? Di mettere tutte in fila, con ordine logico, e valorizzandone senso e implicazioni, le cose fatte in un anno o quasi di governo. La gente continua a ripetere il leit motiv di una finanziaria stregata e da ultima spiaggia. A dire che l'universit la cenerentola di questo governo. Che stata colpita la ricerca. Eccetera. Eccetera. Ogni volta che mi trovo a parlare con qualcuno e gli racconto qualcosa di buono che stato fatto, mi guarda sorpreso e poi mi chiede: perch non lo dite? Perch non lo fate sapere? Gi. Il guaio che alcune cose si sanno e passano rapidamente in cavalleria. Altre sembrano fesserie e sono zeppe di conseguenze. Insomma: ho fatto l'anteprima al convegnino e i risultati sono stati quelli che speravo. Perci ancora pi convinto mi accingo alla breve relazione. Che metteremo sul sito. Che presenteremo in conferenza stampa (io pensanso ad Andfaedo, al quale da mesi aspetto di dare una risposta "di sistema"). Che difficilmente, per, potremo far sapere al grande pubblico con qualche spot ben calibrato. Perch, come ho detto tante volte, i soldi mancano anche per noi. Gi, ero partito con la Fiera del libro. Per quella ci rivediamo al prossimo post. Mi sembra comunque, a occhio, un po' pi moscia dell'anno scorso. Forse 9 euro di ingresso sono un po' tanti. Per entrare in libreria, tutto sommato, non si paga. Scrivi un commento (2 Commenti) |
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Sant'Erasmus. Segue buffet |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 10 May 2025 |
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Bologna Bologna. La giornata di ieri l'ho trascorsa tutta l. Iniziava la quattro giorni organizzata per celebrare i vent'anni dell'Erasmus, dentro le manifestazioni per il cinquantenario della nascita della prima Comunit europea. L'Erasmus un'invenzione fantastica, secondo me una delle cose pi belle che ci siano nel mondo universitario. In vent'anni ha permesso a 1.700.000 studenti europei (gli italiani sono all'incirca un decimo) di fare un periodo di studio in un altro paese. Ha fatto girare, conoscere, cooperare. Ha fatto pure sposare, come ieri qualcuno ha testimoniato. Prodi ha lanciato una bella idea, gettando il cuore oltre l'ostacolo Padoa Schioppa: rendere l'Erasmus obbligatorio per ogni studente, prevederlo cio come parte integrante del curriculum universitario. Come orizzonte non c' male. Poi qualche piccolo problema finanziario ci sarebbe, anche perch gli studenti devono normalmente integrare la borsa con mezzi propri...Nell'occasione il mio ministro Mussi ha lanciato invece quella che potrebbe essere considerata una brillante provocazione. La ricerca, ha detto, progredisce di pi nei paesi in cui ci sono meno pregiudizi verso gli omosessuali. Scientificamente provato. Nulla di assurdo. Dove c' pi apertura, dove ci sono meno paradigmi fissi, la mente pi curiosa, pi libera e si fa pi domande. "Ricerca" meglio, appunto. Ai margini, piccola notazione della (brava) giornalista Rai Myrta Merlino: a giudicare da oggi, i politici sono pi brevi e pi rispettosi degli orari di tutte le altre categorie di ospiti. Oh, queste s sono soddisfazioni. Sono soddisfazioni anche quelle che ho provato in serata. All'Accademia di Belle Arti di Bologna stata inaugurata una mostra fatta solo dai giovani stranieri presenti in Accademia, quasi tutti Erasmus. Andate a vederla. Una cosa spettacolare, se pensate che l'hanno realizzata degli studenti. Autentici colpi di genio in molte opere: pittura, scultura, foto, video. Una rappresentazione di Bologna fatta con le facce di bolognesi, accostate con una sapienza che dir creativa poco, l'hanno fatta due studenti finlandesi. Un clima caldo, di entusiasmo, di rispetto anche; che credo debba molto al direttore Mauro Mazzali, che l ci passa la giornata e ci lavora sodo. Ma il momento pi delizioso stato al termine della visita. Siamo arrivati nel grande cortile quadrato interno. L, seduti su un gradone che costeggia tutto il perimetro del cortile, stavano in attesa gli studenti, seduti educatamente e di visibile ottimo umore. In centro stava un buffet piuttosto ricco, con sfoglie, arancine, tartine ecc. Appena sono sbucato nel cortile c' stata un'ovazione. E io ho pensato: ma che carini. Invece quello era il segnale convenuto. Il direttore ha fatto un grande cenno con il braccio. Il sottosegretario era arrivato dopo la visita e si poteva mangiare. A quel punto come in una partita di rugby i ragazzi si sono messi a correre da ogni lato del cortile verso il buffet urlando. Una scena grandiosa. Grande Accademia, una delle migliori, mica per nulla stanno preparando uno spazio espositivo permanente per docenti e studenti. La sera, infine, altro piatto prelibato al Conservatorio. Dai flauti alla danza con le nacchere. Originale, bello: e poi se la prendono con la sperimentazione... A proposito di sperimentare, devo due notizie a chi mi segue sul lavoro, ma solo perch su questo Blog ne ho gi parlato. La prima. Carta degli studenti: il testo pronto, non male affatto, andr discusso nelle universit, abbiamo solo spostato la data di presentazione della Bozza a dopo le elezioni universitarie, ossia a fra qualche settimana, per evitare il sospetto (affacciato da qualcuno nel centrodestra) che si voglia anche indirettamente avvantaggiare qualche lista. Seconda notizia: validazioni dei bienni sperimentali. La validazione ex post era espressamente una condizione prevista dalla legge. E il rilascio del titolo era subordinato, sempre per legge, a questa validazione. Il che andava ben comunicato agli studenti. Chi non l'ha fatto si comportato un po' come quelle assicurazioni che mettono piccole e invisibili le clausole scomode per il cliente. Comunque, l'indicazione che ho dato, proprio immaginando che gli studenti fossero all'oscuro della clausola, che le validazioni siano ora subordinate allo svolgimento di moduli integrativi. Insomma (senza entrare nel merito delle decisioni tecniche): non regalare nulla per sanatoria; tutelare gli studenti. E con ci, buona giornata dal treno che mi riporta a Roma. Scrivi un commento (7 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 10 May 2025 )
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Torino. Le biblioteche della meraviglia |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 06 May 2025 |
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Ho avuto la fortuna, direi la felicit, di fare un dibattito l'altra sera in una biblioteca di Torino. Organizzato dal coordinamento delle biblioteche civiche cittadine, invitato dalla responsabile delle attivit culturali, Patrizia Zanetti. E gi il fatto che le biblioteche civiche abbiano un loro coordinamento, e sviluppino addirittura una loro strategia comune di promozione della cultura mi sembra una grande e rarissima cosa. Ma quando poi sono entrato nella biblioteca che ci ospitava sono davvero rimasto a bocca aperta. E' dedicata a Primo Levi, perch ogni biblioteca civica torinese intitolata a qualcuno (Pavese, Moravia, ecc), il che gi di per s stabilisce un rapporto personalizzato - e dunque pi bello - tra il lettore e la fatica dello scrivere. Due grandi piani ariosi, ricavati da una vecchia fabbrica di pneumatici (la Ceat, ricordate?). Libri e libri e libri senza fine, da guardare e toccare e prendere senza dovere fare una scheda e attendere mezz'ora. Spazi di gioco per i bambini perch un genitore possa andarci con il pargoletto. Pare che il sabato sia pieno di genitori in coppia, ma anche separati. Pare che anzi per questi ultimi la biblioteca sia un ottimo rifugio, quando hanno in turno la cura dei figli. Perch ci sono sale enormi di editoria per l'infanzia e sale musica. E pare che la biblioteca sia un ottimo rifugio per pensionati, che vanno l a leggersi il giornale e si impuntano se il loro quotidiano arriva con dieci minuti di ritardo. E anche ottimo rifugio per gli immigrati. Perch ci sono molti libri in lingua, ma soprattutto perch - dicono gli interessati - un corso di lingua finisce mentre qui ci si pu stare sempre, e gratis. Il coordinatore del sistema, il dottor Messina, un gentile e colto signore con lo zainetto in spalla, mi ha spiegato che lui cap il ruolo che potevano svolgere le biblioteche veso gli immigrati molti anni fa a Parigi vedendo uscire un'intera famiglia di colore da non so quale struttura. Questa meraviglia torinese, che credo abbia in Italia qualche possibile termine di paragone solo con esperienze emiliane e toscane, part con Diego Novelli sindaco. Lui presenziava al dibattito, e mi ha colpito vedere come tutti glielo riconoscessero. La nascita delle biblioteche civiche nei quartieri, la loro istituzione anche dentro le carceri della citt, alle Vallette e a Ferrante Aporti. Be', le giunte di sinistra non sono state inutili. Il radicamento nel quartiere, d'altronde, l'ho visto nella folla presente; e nella variet, anche anagrafica, della sua composizione. Chi, come alfa10, mi chiede di segnalare in questo Blog la cose belle che ci sono nel nostro paese, prenda lietamente nota. E, se posso osare, prenda nota che don Ciotti, che c'era e ha parlato e ha raccontato, dobbiamo imparare a vederlo come un nostro don Milani. Purtroppo la quotidianit non ci aiuta a capire la grandezza delle persone. Credo che nemmeno i ragazzi di Barbiana allora capissero. Ma noi dovremmo capire. E ci darebbe pi senso, ancora pi senso, l'incontrare don Luigi e il sentirlo parlare nella nostra normalit. Tanto per cambiare, anche lui tra quelli che hanno brigato perch la vecchia fabbrica diventasse biblioteca delle meraviglie. Diavolo d'un prete. Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 09 May 2025 )
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Terrorismo. Mario Calabresi e gli altri figli |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Sunday 06 May 2025 |
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S, il libro a cui ho accennato in uno dei miei ultimi post, promettendo di parlarne dopo venerd, e dicendo che mi ha fatto molto pensare e commuovere, proprio quello di Mario Calabresi, come intuisce Stefanoski in un suo commento. Si chiama "Spingendo la notte pi in l". E solo per non fare la figura (orrore!) di chi vuole demonizzare l'avversario, aggiungo che lo ha pubblicato Mondadori. Avevo promesso a Mario di rispettare l'anteprima di Repubblica, il suo giornale. Poi, dopo consultazione con Antonio Padellaro, ho deciso - anzich fare una recensione - di scrivere una lettera aperta a sua madre Gemma Calabresi. La trovate qui accanto. L'Unit ha titolato: "Terrorismo e i figli che non dimenticano". E' un titolo impreciso, perch l'assassinio di Calabresi non fu compiuto da terroristi (che non l'hanno mai rivendicato), ma proprio per questo fu qualcosa di peggio: frutto di una cultura politica che aveva un retroterra di massa, non atto di un' organizzazione clandestina del terrore. Il titolo per preciso in altro senso. Perch entra nel vivo di un problema, quello della memoria di chi ha subto la violenza. E infatti Mario scrive il suo libro riannodando i fili della sua vita con quelli di altri figli: di Alessandrini, di Tobagi, di Custra (l'agente ucciso nella famosa giornata milanese in cui viene scattata la foto del giovane autonomo che spara per strada; gli hanno pure cambiato il nome, a quell'agente, appiccicandogli l'accento sulla "a") e di altri. Tra questi altri c' la figlia di Fausto Dionisi, l'agente per il concorso al cui assassinio venne condannato Sergio D'Elia, attuale membro dell'ufficio di presidenza della Camera. Mario riflette senza isterie sulla formula "hanno pagato il loro debito con la giustizia". E riflette sul destino delle vittime, che non si interrompe mai, perch il loro "debito" con la storia o con il destino invece non si estingue mai. Mi ha colpito la testimonianza di Cristina Marangoni, figlia di un primario del Policlinico di Milano, colpevole di avere denunciato gli infermieri che per sabotaggio avevano staccato la spina del frigorifero in cui era contenuto il sangue per le trasfusioni; e colpevole di avere cercato di fare pulizia nel sistema di complicit tra dipendenti e pompe funebri. E per questo indicato, "fabbricato" come "servo della Dc". E ucciso. Cristina a un certo punto si lascia scappare, ripensando ai terroristi visti e sentiti al processo questa espressione: "erano dei cazzoni". E Mario, che non ama il gergo forte, lo trascrive apposta. E io pure, che non amo il gergo forte, trascrivo questo giudizio, perch ci si pensi. Aggiungendo che su questo libro di riflessioni se ne potrebbero fare da scriverne altri dieci. Buona lettura. Scrivi un commento (2 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 07 May 2025 )
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Feste civili. Rosso e nero |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Thursday 03 May 2025 |
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Ecco a voi le foto della festa dei cappelletti a Correggio di cui vi ho parlato e una lettera sul 25 aprile scritta da un consigliere comunale della Margherita di San Martino Siccomario. Giusto per capire che non sempre c' da festeggiare Cronaca di un 25 aprile a San Martino Siccomario. Vecchie facce, pochi giovani purtroppo, vecchie facce che non mi conoscevano e che poi si commuovevano quando dicevo loro che ero il genero di quel Benigno ferito allangolo di via Roma da una mitragliata di un autoblindo tedesco, il 24 aprile del 45. E poi il corteo, nobile e silenzioso che si dipanava lungo la via per la Messa al Cimitero. Momenti di semplice solennit di questa gente lombarda, abituata al lavoro, alla fatica e al rigore nella quotidianit. Una comunit che si riuniva nella Cappella del cimitero, per condividere la memoria e ricordare attraverso il rito religioso e le proprie radici cristiane il sacrificio di quelli che avevano rischiato la propria pelle per la libert. Senza retorica ma con la modestia ferma ed orgogliosa di chi ha la certezza di fare il proprio umile dovere in un giorno importante per tutta la nazione. Un momento solenne in quella Cappella e la commozione davanti alla preghiera dei reduci e dei combattenti. Ma ma purtroppo quel momento si rotto dalla banalit. Dalla banalit delle parole del Sindaco che ha ricordato la morte di un giovane di San Martino, in quella terribile primavera di sessantadue anni fa, come un fatto di sfortuna, come un incidente, un tragico incidente, causato da un tedesco nervoso e casualmente assassino, che si trovava l a pensare alla sua casa distrutta in Germania e che nervosamente ha sparato un colpo. Tutto l il discorso del Sindaco... Il giorno della Liberazione dal nazifascimo stato completamente dimenticato... Le parole resistenza, democrazia, libert, fascismo, dittatura non sono state pronunciate. Per carit troppo pompose. Non una parola sul sacrificio di chi ha fatto una scelta. Solo un accenno che quelli erano stati momenti brutti per tutti e che finalmente, ad aprile, la guerra era finita, dopo tanti morti. Semplice e banale. Tutti morti sono uguali e tutti colpevoli perch tutti hanno infranto limperativo morale di non uccidere. No Signor Sindaco. Abbiamo il dovere di ricordare quelli che avevano fatto una scelta; una scelta di libert che ci permette oggi di condividere insieme la democrazia e magari anche di litigare appassionatamente in Consiglio Comunale. In quella cappella al Cimitero di San Martino abbiamo avuto piet per tutti i morti, perch i morti sono tutti uguali e ai tutti dobbiamo rispetto ed amore. Ma non nelle scelte. E quelle scelte dovevano essere ricordate a San Martino. Quelle scelte su cui nata la nostra Costituzione e la nostra nazione; la nostra Italia generosa e severa, come ha menzionato Lei Signor Sindaco, glielo ricordo, nella accorante lettura della preghiera di Teresio Olivelli, martire cristiano ribelle per amore"... Generosa nella solidariet e severa nel rigore dei comportamenti e nei valori. Quei valori, non relativi, per cui sono morti degli italiani e che sono fondamento del vivere civile. Mi pemetto di menzionarle, senza voler fare sfoggio di una elegante citazione, le parole di Pietro Calamandrei, uno dei Padri della nostra Costituzione: Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei lager dove furono sterminati. Dovunque morto un italiano per riscattare la libert e la dignit, andate l o giovani col pensiero, perch l nata la nostra Costituzione.
Francesco Cupella Consigliere Comunale DL-la Margherita, San Martino Siccomario. Lettera pubblicata sulla Provincia Pavese, 28 aprile 2007
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2025 )
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Risorgimento alla chetichella. E un'anteprima |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Tuesday 01 May 2025 |
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Primo maggio festa dei lavoratori. Starei per aggiungere che festa anche di chi un lavoro non ce l'ha, ma mentre vorrei dire una cosa giusta (non "politicamente corretta", che un'altra cosa) mi accorgo che rischio di lanciare una metafora beffarda. Nulla da festeggiare, professore. D'accordo. Non ho dubbi invece nel consigliarvi la storia del Risorgimento in otto volumi di Repubblica. E' da tempo che non acquisto in serie i libri dal giornalaio. La tentazione sempre maledettamente forte. Ma siccome non ho il gusto, un po' alla B., di mostrare i libri a metri e per colori, mi sono sempre pi spesso interrogato sulla effettiva utilit dei soldi spesi. Che probabilit c' che li legga? Che cosa aggiungeranno in pi ai libri gi esistenti in casa sull'argomento? Leggendaria in casa mia la vicenda della (bellissima) storia dell'arte Einaudi, accolta come un messia e poi finita stabilmente all'ultimo ripiano della libreria del salotto. La libreria nobile, certo, perch quella con i libri d'arte ereditati da casa mia o l'angolo dei libri di storia-economia-politica dell'ottocento di casa di Emilia. E' pure la libreria usata, quando ero giovane e potevo starmene con la schiena inarcata anche due-tre ore di fila, per fare i piani alti del presepe. Per, insomma, i pregiati volumi arancioni Einaudi l stanno. E di l non si muovono. Non migliore esito ha avuto l'Enciclopedia di Repubblica. Questa storia del Risorgimento invece ne vale la pena. Non so perch, forse per la passione antica per il Risorgimento, ma l'avevo intuito. E perci l'avevo chiesta con molto ritardo al mio giornalaio. Glieli do tutti?, mi ha chiesto. No, il primo volume, per ora, che guardo come fatto, gli ho risposto. L'ho fissato un attimo in faccia, poi non ho resistito e ho confessato: no, aspetti, la verit che devo vedere la reazione di mia moglie, che non ne pu pi di questi libri. Non c' pi spazio. Meglio se ne porto in casa uno alla volta, si nota di meno. Insomma, li ho fatti entrare alla chetichella. Ora sono proprio contento. Bella Storia! Ha molte figure (oh, ragiono come un bambino) e soprattutto una marea di documenti di grande interesse. C' anche qualche piccola svista (il mitico carbonaro Angelo Targhini, uno dei due protagonisti del film "Nell'anno del Signore", chiamato sempre Tarchini, salvo mostrare la lapide che ne ricorda la decapitazione in piazza del Popolo con il nome giusto; ah, che cosa non fa la fretta...). Ma, soprattutto, stanotte ho divorato un libro giunto improvviso in casa ieri pomeriggio. Arrivato come un fulmine. Bello, commovente, che fa pensare. E tanto, E su tante cose. Ma per ora non posso dirvi nulla di pi. Ho promesso all'autore, mio giovane amico, di non rendere pubblica la notizia fino a venerd. Poi ve ne parler. Perch lo merita. Buon primo maggio a tutti. Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 02 May 2025 )
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Sapienza. Il "ponte" del docente |
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Scritto da Nando dalla Chiesa
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Monday 30 April 2025 |
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Ultimora dalla nostra universit. Ha telefonato un'ora fa un amico di mia figlia. Per dirle furibondo che era rimasto a Roma per il ponte perch aveva una lezione alla Sapienza stamattina. E che, come avrete gi capito, stamattina il professore non si presentato. Senza mandare un messaggio e senza avere avvertito l'ultima volta a lezione. Senza neanche dire la scorsa settimana: "Ragazzi, visto che c' il ponte e che un po' di voi probabilmente non verranno, forse parto o mi riposo. Se lo faccio, lo trovate sul mio sito". Nulla. Non succede il terremoto, intendiamoci. Ma io mi chiedo alcune cose. Anzitutto mi chiedo perch mai dei ragazzi (attenzione: mi rifiuto di usare il troppo riduttivo "degli studenti che pagano le tasse") debbano essere trattati con questa mancanza di rispetto. Forse non gli avrebbe fatto piacere anche a loro godersi un'infilata di quattro giorni di vacanza? O a qualcuno non avrebbe fatto piacere tornare a casa? O non avrebbe fatto piacere ai loro genitori? Poi mi chiedo come sar intervenuto questo professore ai tempi dell'infuocato dibattito sulla Finanziaria. Che avr mai detto sulla funzione insostituibile dell'universit, sui diritti delle future generazioni, sugli investimenti nel sapere? Che avr detto sulla ricerca e sulla scarsa attenzione che il nostro paese ha per la qualit dei suoi atenei? Infine mi domando che cosa dir della Carta dei diritti e dei doveri dello studente che stiamo scrivendo. Inveir contro lo spirito sessantottino, parler di studenti che vogliono solo diritti, se la prender con il vuoto di potere, far filippiche contro "questa demagogia"? Lo so, mentre mi pongo queste domande migliaia di docenti e ricercatori saranno, alla faccia del "ponte", sui loro libri e sulle loro scrivanie. Intenti a preparare le lezioni della settimana o a lavorare su una ricerca di cui discuteranno con i loro allievi appena possibile. Per: quanti episodi cos accadono ogni giorno? Scrivi un commento (8 Commenti) |
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Antipolitica. CHI DISTRUGGE LA POLITICA |
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(l'Unit, 14 settembre 2007) - Maest il popolo ha fame, manca il pane. Dategli le brioches!. Viene in mente il celebre dialogo del dignitario di corte con Maria Antonietta vedendo le misure che i leader politici italiani propongono di adottare dopo la giornata di sabato scorso, passata alle cronache come il Vaffa-day di Beppe Grillo. Che cosa chiedono gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze? Chiedono che i rappresentanti vengano scelti dai loro rappresentati; che non , ammettiamolo, un principio cos bizzarro in una democrazia, ma anzi il fondamento della democrazia. Mentre abbiamo una legge elettorale che proprio di questo ha fatto piazza pulita: la possibilit del cittadino di scegliersi chi lo rappresenta in parlamento. Una legge che, tra i deputati e i senatori, ha aumentato i funzionari di partito del 250 per cento. E che ha giocato un ruolo cruciale nellalimentare la rabbia popolare. Chiedono ancora, gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze, che in parlamento non siedano pi i condannati per i reati pi diversi, compresi i pi gravi. Per dire forte e chiaro che le istituzioni parlamentari sono incompatibili con il crimine o con lillegalit.
E la politica come risponde a chi chiede di potere votare e di non avere condannati in parlamento? Diminuiamo i ministri. Ottimo. Come le brioches. Perch il numero dei ministri e dei sottosegretari poteva e doveva essere tenuto a bada allatto della formazione del governo, quando partiti e correnti si scatenarono nel rivendicare posti e postazioni di controllo. Ma le richieste di sabato scorso sono chiare, fondatissime, non consentono fughe. Perch sono, appunto, il pane della democrazia. E attendono risposte. Quali? |
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