 |
|
DELITTO IMPERFETTO. Il generale, la mafia, la societ italiana |
|
E' in libreria la nuova edizione di Delitto Imperfetto (Melampo) Questo libro venne scritto nel 1984 per raccontare, prima dei grandi processi, quel che era accaduto. O almeno quel che era accaduto sotto gli occhi dellopinione pubblica e che quasi tutti fingevano di non avere visto. Sottoposto a una ferrea censura televisiva, Delitto imperfetto ebbe uno straordinario successo di pubblico. Ancora oggi esso ha il valore del documento umano e civile capace di svelare, attraverso uno sconvolgente affresco depoca, i meccanismi della complicit morale e culturale. E di spiegare ai pi giovani un pezzo cruciale della storia nazionale. "Se vero che esiste un potere, questo potere solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere n ai prevaricatori, n ai prepotenti n ai disonesti.
Potere pu essere un sostantivo nel nostro vocabolario ma anche un verbo. Poter convivere, potere essere sereni, poter guardare in faccia linterlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia; poter sentirci tutti uniti in una convivenza che non pu restare vittima di chi prevarica, di chi attraverso il potere lucra.
Carlo Alberto dalla Chiesa. Dal primo discorso pubblico come prefetto di Palermo, 1 maggio 1982 |
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
|
|
|
Formidabile "Addio pizzo"!!! |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=585', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=585&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=585', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Tuesday 17 April 2025 |
|
Be', questa davvero non ve la potete perdere. State dunque a sentire ch ne vale la pena. Attraverso un esponente di "Addio pizzo", la meritoria associazione che a Palermo impegnata a propagandare la lotta al racket nel commercio, ero stato invitato a presentare "Le Ribelli" a Palermo il pomeriggio del 5 maggio prossimo. Occasione: i due giorni di festa dell'associazione. Per andarci avevo anche costretto a qualche salto mortale la mia bistrattata agenda. Al mattino di quel sabato di maggio, infatti, ho un impegno a Padova, poi ho Mantova, ma insomma: mi faceva piacere presentare il libro a Palermo (anche perch non ci sono mai stato invitato, bench il libro proprio a Palermo abbia le sue radici...) e in pi mi piaceva, come membro del governo, rendere onore al merito ai giovani di "Addio Pizzo", che non per nulla avevo invitato in prima fila alla presentazione nazionale di "Ethicamente". Vi sembra che fin qui tutto rientri nei canoni normali della solidariet tra chi si batte sullo stesso fronte della legalit? Avete ragione. Infatti il colpo di scena arriva dopo. Arriva quando da "Addio pizzo" mi si fa sapere che la mia presenza alla loro festa non va bene, inopportuna. Perch sono un politico, addirittura un membro del governo, e a Palermo ci sono le elezioni a sindaco. E "Addio pizzo" un'associazione apolitica. Bene. Credo di sapere qualcosa di associazioni apolitiche, visto che fondai pi di vent'anni fa "Societ civile" e con grande scandalo vi vietai per statuto l'iscrizione ai dirigenti politici o agli eletti dai consigli comunali in su. Non perch li ritenessi incivili, si intende; ma per abituarci un po' tutti al rispetto della differenza dei ruoli. Dunque so quanto sia prezioso per certe associazioni -proprio per essere efficaci nella loro azione- non confondersi con uno schieramento politico. Ma ricordo anche molto bene che "Societ civile" (finora considerato un modello di intransigenza) non chiudeva le porte agli ospiti che rappresentassero nell'azione politica i propri princpi. Anzi, li invitava al confronto, indipendentemente dal partito di appartenenza. E sotto elezioni dava addirittura loro la possibilit di fare sentire pi forte la propria voce; in piena autonomia, si intende, ma appunto per dare pi forza complessiva ai propri valori fondativi. La scelta di "Addio pizzo", invece, un bel po' diversa. E senza volere nulla pretendere (ognuno in casa sua fa quello che gli pare), dico che la scelta acquista un indubbio significato oggettivo: una associazione schierata contro la mafia ritiene inopportuna la presentazione di un libro che parla delle vittime della mafia scritto dal figlio di una delle vittime della mafia (di cui quest'anno si ricorder a Palermo il 25 anniversario), il quale dal suo ruolo di governo sta avviando progetti contro la mafia e - di pi - rappresenta il suo ministero nel comitato interministeriale contro il racket e l'usura! Io dico che "Societ civile", la giacobina "Societ civile", non l'avrebbe fatto. E sapete perch? Perch, essendo vigorosamente apolitica, era anche aliena dai ragionamenti "troppo" politici, cos simili, in cautele ed equilibrismi, a quelli che si fanno nelle correnti di partito. Chiedeva solo "Quali sono i tuoi valori?" E se sorgeva lo scrupolo di favorire una parte politica, invitava anche uno dell'altra parte che condividesse gli stessi valori. E se dall'altra parte non c'era, se ne fregava. Fra l'altro c' una cosa che non capisco. Se ben ricordo "Addio Pizzo" sostenne lo scorso anno la candidatura di Rita Borsellino. Dunque si schier politicamente; non con la presentazione di un libro, ma in una vera e radicale campagna elettorale. Che cosa fa ora? Non la sostiene pi? E poi, altra domanda. Come mai "Addio Pizzo" ha accettato di prendere la parola alla presentazione di Ethicamente, con un ministro e un sottosegretario, esponenti di una parte politica, a campagna elettorale abbondantemente aperta e con tutti i faccioni dei candidati gi sui muri di Palermo? Come mai non ha rifiutato allora di intervenire per non correre il rischio di "farsi strumentalizzare"? O si sente strumentalizzata dal racconto delle donne che hanno sfidato la mafia quando i fondatori dell'associazione andavano alle elementari? E il sottosegretario, il membro del governo, quando "compromette" pi l'immagine? Quando fa il membro del governo o quando fa lo scrittore? Scrivi un commento (12 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 19 April 2025 )
|
|
|
Nostalgie danesi |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=584', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=584&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=584', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Monday 16 April 2025 |
|
Sono tornato a Milano in attesa di ripartire per Roma. Fisso subito sul Blog queste ulteriori brevi impressioni su Copenhagen, sperando che nessuno mi dia del matto se penso (anche) a queste cose nella fatidica settimana dei congressi Ds e Margherita (a proposito: leggerete a breve mio modesto contributo). Anzitutto la bandiera. Sissignori. C' dappertutto la bandiera danese; nel centro storico di Copenhagen non ci sono cento metri senza che la si veda. Bella, con la sua croce bianca su sfondo rosso. Lo so, a molti blogghisti non importer un fico secco. Anzi, magari gli viene l'orticaria a sentir parlare di bandiera. Il nazionalismo e quelle cose l. Ma io che ho vissuto in caserma e che consideravo quasi una favola notturna il "Silenzio" suonato alle undici di sera dall'appuntato Bonizzi che sembrava Nini Rosso tanto era bravo, e poi mi alzavo a ripassare le lezioni quando suonava l'alzabandiera, io amo vedere la bandiera. Anzi, penso perfino che sia una cosa giusta che un Paese la esibisca nelle sue strade. Poi i bambini. Ne ho raccontato sull'altro post. Poi li ho visti anche andare a frotte verso i parchi con le loro maestre e i loro maestri (s, l esistono anche i maestri) negli orari di lezione e mi sembrato sublime. Arrivano a ondate, vociando e tenendosi per mano, poi si siedono in cerchio e il maestro o la maestra parla. Non capendo un'acca di danese non so dire se facessero una lezione sulla natura, sulla primavera, sulla storia, se facessero una seduta psicanalitica di gruppo o se gli si raccontasse semplicemente una favola. So, intuisco, che fare scuola cos deve insegnare ad amare la scuola. Quindi le panchine. Ah, quelle sono dappertutto. Non le devi nemmeno cercare. Il che vuol dire che oltre a rispettare i bambini rispettano anche gli anziani, gli infermi o in ogni caso i "non atleti", quelli che - per limiti fisici e non solo - non potrebbero mai correre per la citt sei ore di fila. E sulle panchine si ruota come ai tavolini dei bar. Se c' uno che sta visibilmente peggio di te ti alzi e cammini fino a trovar posto, se vuoi, sulla prossima panchina. La sosta, questo il senso culturale della panchina. Si pu sostare a vedere, a pensare, a mangiare, a conversare, a leggere comodamente per capire in che punto della citt sei. E panchine e sedie anche nei musei. Non come eccezione, ma come regola. E infine il design. Certo, si far il nuovo salone del mobile a Milano e saranno nuovi successi del made in Italy. Io per mi permetto di dire questo: attenzione a non crogiolarci troppo nella retorica delle nostre eccellenze. Ragazzi, il design danese crescer e ci dar idee e forse anche punti. A me sembra fresco, originale, asciutto, di una sobria deliziosit. Talvolta comunica il senso della fiaba. Vedremo se mi sbaglio. E ora adelante con il Partito democratico. Scrivi un commento (1 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 April 2025 )
|
|
|
Dal vostro inviato a Copenhagen |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=583', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=583&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=583', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Monday 16 April 2025 |
|
Proprio cos. L'avevo annunciato solo a pochi amici: sono venuto a fare il week end (lungo) a Copenhagen. Era il regalo di Natale del 2005 per Emilia. Poi rinviato e rinviato, ogni volta per una buona ragione politica, con la poverina che annuiva a ogni nuovo motivo. Alla fine ho programmato da novembre: viaggio (con i punti millemiglia) per il week end dopo Pasqua. Non quello di Pasqua per non essere circondato da frotte di italiani. E nemmeno uno distante da Pasqua per non dare tempo all'insorgere di altre urgenze artificiali (insomma: sono stato intelligentissimo, almeno in questo...). Dunque, a Copenhagen non c'ero mai stato, perci quello che racconter potr apparire scontato e ovvio. Per me invece sono tutte impressioni alla rinfusa da incamerare e rielaborare. Allora. Le biciclette. Tante, tantissime e con le loro piste vere, come si sa. Ma quel che mi ha colpito che almeno la met, quando sono posteggiate, non hanno blocchi o catene a protezione dai ladri. Visti tantissimi ragazzi e ragazze lasciarle incustodite in mezzo a montagne di altre bici. E visti tantissimi riprendersele con la massima normalit. Poi i bambini. Quantit per me sconosciute, cos (un po' di pi in verit) ne avevo viste solo a Dublino. Trattati con ogni attenzione: nei parchi, nel traffico, nei fantastici tricicli rovesciati in avanti su cui vengono portati. Forse qui non avranno il culto della famiglia come da noi che siamo tutti cattolici, ma i bambini sono certamente pi rispettati. Cos pure dicasi per le donne incinte. Cammini e le vedi subito, come un dato normale della vita, non come un'eccezione; in mezzo alle birrerie, lungo i canali, nello struscio su e gi per le enormi isole pedonali, spesso con altri bimbi in carrozzina, con ciuccini grandi fino al naso. Musei: pochissime misure di protezione (visto un Guercino senza vetro, statuine egizie a portata di mano) tanto nessuno si azzarda a toccare, nessuno scrive i suoi nomi con cuore trafitto su un muro, e nessuno ci scrive su "suca" o altre piacevolezze. Le coperte. Qui il mio provincialismo mi ha fatto sbarrare gli occhi come il pastore delle meraviglie. I clienti dei bar che stanno all'esterno, sulla strada, non vengono riscaldati con i nostri impianti a fungo, tipo piazza Duomo o Pantheon. Vengono tutti forniti di una coperta che si mette sulle spalle, dello stesso colore per ogni bar o caff. All'inizio non capivo, poi ho trovato l'idea eccellente e perfino romantica. Non parliamo delle strisce pedonali, assolutamente l'unico posto per il quale si passa se si vuole cambiare marciapiedi. Ma questo risaputo. Meno risaputo che qui la gente cammina ancora parlandosi, non gesticolando e parlando da sola. Gi, alludo ai telefonini. Se in Italia ce n' uno su tre che non lo tiene acceso mentre cammina, qui ce n' uno su cento (a dir tanto) che lo usa per la strada. Mi sembra (e lo dico anche autocriticamente...) un buon misuratore di civilt (a proposito della valutazione). Nessuna nota negativa? Be', fanno ancora fumare negli esercizi pubblici, anche se ovunque gli impianti di areazione sono molto efficaci. E in pi: se solo vi appoggiate a qualche sasso, catena o altro modesto arredo urbano della piazza del Palazzo Reale, poco ci manca che vi prendiate uno schioppettata. I divieti cio non sono scritti e se fate qualcosa che vietato (e non lo sapete) vi arriva addosso un urlo militare come se steste sgozzando Ges Bambino. In ogni caso il tempo stato stupendo, i giovani che si affollano sui canali sembrano divertirsi di pi di quelli che si affollano sui nostri navigli (hanno anche pi spazio), tra gli artisti di strada ho visto per la prima volta anche i calciatori palleggiatori (un ragazzino sui tredici faceva numeri da Maradona), anche qui ci sono i truffatori (e i gonzi) del gioco delle tre carte, chi lavora nei negozi (in genere ragazze carine) ha l'aria allegra. Le librerie non so dire, ancora non ce l'ho fatta a visitarne una. Domani comunque torno a casa con il mio impermeabile da tenente Colombo ancora pi sgualcito. Adelante. Scrivi un commento (5 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2025 )
|
|
|
Come si valuta un'universit: pacato dissenso |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=582', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=582&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=582', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Saturday 14 April 2025 |
|
Riflessioni in pillole dopo un convegno all'universit di Tor Vergata sulla "valutazione". Che vuol dire, nel gergo, valutazione della qualit degli atenei. Tutti gli intervenuti, professori e opinionisti, sono stati d'accordo su una cosa. Hanno detto che bisogna passare dal controllo dei processi (ossia delle procedure e dei modi) a un controllo del prodotto. Giustissimo, sono d'accordo. Meno attenzione alla logica burocratica e al rispetto delle prescrizioni ministeriali, pi attenzione ai risultati. Io per ho un dubbio. Un forte dubbio. Che si fatto largo nel corso della discussione. Ossia che pur essendo d'accordo tutti sul principio, non siamo invece d'accordo - pur senza dircelo - su quale sia il "prodotto" da misurare per dire se il risultato buono. E' dal dibattito sulla Finanziaria che mi porto dietro questo tarlo: che chi lavora in universit pensi in fondo che il vero prodotto dell'universit, quello da valutare, sia la qualit della ricerca, o il numero di pubblicazioni internazionali dei suoi docenti o altro ancora. Io dico invece che il prodotto dell'universit la qualit della formazione dei suoi studenti. Che si nutre certo anche della ricerca svolta dai docenti e ricercatori. Ma con una fondamentale avvertenza: che dove c' poca attenzione alla missione principale dell'universit (la formazione delle nuove classi dirigenti) potr pure esserci ottima ricerca ma c' scarsa didattica e dunque, alla fine, bassa qualit del "prodotto". Questo equivoco va sciolto. E su questo intendo impegnarmi fino in fondo. Perch l'universit senza studenti non ha alcun senso. Ed proprio perch ci sono loro che ha la sua bellissima specificit. Altrimenti sarebbe un ente di ricerca. Che tutta un'altra cosa. O no? Scrivi un commento (8 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 April 2025 )
|
|
|
La Cina vicina |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=581', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=581&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=581', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Saturday 14 April 2025 |
|
Magnifici gli amici blogghisti! Ormai, nelle more dei miei scritti, entrano e dettano l'agenda. E giustamente pongono il problema della rivolta dei cinesi di via Sarpi a Milano. Sulla quale qualcosa da dire ce l'avrei. Ed che sono anni, almeno dieci, che questo centrodestra della tolleranza zero ha invece tollerato, e alla grande. Dieci anni che hanno consentito che in quel quartiere si formasse quasi una cittadella dell'illegalit. Piccola se volete (per sono apparse anche le Triadi...), ma diffusa e capace di fare sbiadire anche le nuove buone energie. Cos andata. Un occhio o tutti e due chiusi su assenza di condizioni igieniche, su occupazione permanente dei marciapiedi, su misteri anagrafici; con l'associazione Vivisarpi, a prevalente orientamento progressista, che chiedeva controlli, vivibilit, normalit della convivenza. Niente, invece. Sempre dgli al marocchino, all'albanese, al romeno. Ma sulla comunit cinese, fatta di brava e e meno brava gente, silenzio. I cittadini del posto lamentavano di non vedere vigili. Ho avuto qualche incontro con loro. Sono andato a fare comizi l per le amministrative. Sembrava tutto inutile. Poi i vigili si sono materializzati, forse in modo cos improvviso e sistematico da apparire persecutori. E pu darsi che abbiano commesso qualche eccesso. Sarebbe bastato agire prima, non lasciare marcire il problema, affermare il rispetto delle regole quando ancora c'erano i piccoli numeri. Ma dice la voce comune che a lungo il commercio all'ingrosso cinese si sia fatto largo, in realt, anche a furia di favori e di mazzette. Davanti a casa mia, che sta in un altro quartiere, un laboratorio cinese che ermeticamente chiuso a ogni sguardo pubblico ebbe, se ben ricordo, in un solo giorno due (dico due!) posti riservati per portatori di handicap da una parte e dall'altra del suo passo carraio. Giuro: mai visti disabili salire o scendere da auto l di fronte. Poi ne stato soppresso uno, di quei posti; e poi pure l'altro. Disabili farlocchi, insomma. Ma come fecero? A chi si rivolsero? Con quali amicizie, visto che sembrano vivere nella clandestinit? E poi, altra domanda: davvero le autorit pubbliche non possono fare niente per salvare i negozi storici? per non fare stritolare nella corsa agli affitti alle stelle ogni pezzo di buona storia cittadina, a vantaggio di chi di soldi ne ha tanti, e poi tanti -e non affatto detto che faccia del bene ai luoghi in cui li porta? Ora i buoi sono scappati dalla stalla. E il rischio, come sempre, di puntare sulla repressione che genera ribellione e dunque altra repressione; e via ancora, in una spirale difficile da gestire, alla parigina. Da evitare assolutamente, se si capaci. Scrivi un commento (4 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Saturday 14 April 2025 )
|
|
|
Quella sera dell'85... |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=580', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=580&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=580', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Friday 13 April 2025 |
|
Quella notte del 1985 and cos. Era il 5 gennaio, eravamo a Catania. Avevamo appena ricordato Pippo Fava nel primo anniversario del suo assassinio con una grande manifestazione. Gli avevamo anche abusivamente intitolato la via dello Stadio. Quella partecipazione, soprattutto giovanile, non se l'aspettava nessuno. Perci -proprio perch la memoria del lutto ha sempre dentro di s una carica di speranza e perfino di vita che si rinnova- la sera andammo tutti a casa di Antonio Roccuzzo, giovane redattore dei "Siciliani". Antonio aveva una madre allegra e gentilissima e una casa con un patio stupendo a Misterbianco (mi sembra). L sognammo, con un po' di vino che tornava nei bicchieri sotto una luna indimenticabile, il futuro dell'antimafia. E per scherzo e sfida ci mettemmo a distribuirci gli incarichi. Tu farai il ministro dell'interno, tu quello della giustizia, tu il direttore generale della Rai... Non andata proprio cos. Ma qualcosa pur successo. Perci quando l'altro ieri si riunito per la prima volta il comitato di Ethicamente al ministero e ho visto entrare nel mio ufficio Riccardo Orioles con il bastone e il suo poetico farfallino, ho pensato a quella sera di ventidue anni fa, dove Riccardo era uno dei pi assennati, ma giocava anche lui, eccome, pure lui uno dei "carusi di Fava". Ci ho pensato e mi sono intenerito. Poi nella riunione, fatta in quella che era comunque una sede di governo per svolgere funzioni di governo, lui ha parlato stupendo tutti per la forza icastica della parola e per la vena inesauribile di umorismo. Mi sono guardato intorno, mentre facevamo i programmi. Marco, Paoletta, Stefania, Ombretta, Pino, Paola...Ognuno una storia a me nota, una biografia di impegno disinteressato. E competenze vere, costruite sul campo. Non forse un miracolo; per, pensavo, poteva dunque succedere che fossimo l a riflettere su come cambiare un pezzettino d'Italia, a come fare nascere "un giuramento d'Ippocrate" per ogni futuro laureato; a come realizzare quella che io chiamo la "riforma morbida" dell'universit, la riforma che non ne cambia la struttura e gli status giuridici ma, chiss, magari un poco, il senso di quello che ci si fa e ci si insegna e impara. Non era il governo fantastico sognato quella sera dell'85, ma il gruppo (dove qualcuno nell'85 aveva magari dieci anni) pensava in una logica di governo. Non l'ho detto a nessuno, ma mi sono emozionato. Poi ho scritto a tutti i rettori per comunicare ufficialmente il progetto e chiedere la disponibilit delle loro universit a collaborare. E le risposte positive sono iniziate ad arrivare gi a tre ore di distanza. Ma non bellissimo? Scrivi un commento (1 Commenti) |
|
Ultimo aggiornamento ( Saturday 14 April 2025 )
|
|
|
Racconti scomodi. Tra cinema e stampa |
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=579', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=view&id=579&Itemid=39&pop=1&page=85', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');
|
javascript:void window.open('../../nandodallachiesa.it/index2.php?option=com_content&task=emailform&id=579', 'win2', 'status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');
|
|
|
|
Scritto da Nando dalla Chiesa
|
|
Wednesday 11 April 2025 |
|
Brevi note di recensione. Prima nota. Ho visto alla Casa del Cinema lanteprima de Luomo giusto. Film di Toni Trupia realizzato dalla Metro Golden Minor (Michele Placido) con Rai Cinema. Trupia un giovane regista agrigentino di ventotto anni, gi assistente di Placido in Romanzo criminale. E questo un primo dato di interesse. Tutto il film stato realizzato da allievi e personale del Centro Sperimentale di Cinematografia. E questo il secondo dato. Mentre il terzo dato (quello che mi ha portato l) che tutto il commento musicale stato realizzato dal Conservatorio di Ferrara. Ottimo lavoro, che ribadisce la mia fiducia in queste (sottovalutate) istituzioni. Quanto al film, che racconta langosciosa vicenda di un vedovo settantenne che si innamora di una giovanissima russa che lo turlupina, non male. Sprazzi di durissimo ed efficacissimo neorealismo, e non solo nellambientazione a Tor Bella Monaca; con qualche cedimento al melodrammatico, specie alla fine. Ma c della stoffa, chiss che circolazione avr. Rafforzer qualche pregiudizio, certamente; ma il realismo socialista o il politicamente corretto non si addicono allarte. Seconda nota. Meno male che c lInternazionale (inteso come settimanale), se no di certe cose che accadono nel mondo non sapremmo niente. Segnalo sul numero in edicola (oltre a un bel dibattito spagnolo sul futuro dellopera lirica) Odissea uigura. Gli uigura non sappiamo neanche chi siano (io non lo sapevo, almeno; e sono in buona compagnia del computer, che continua a correggermi figura, accidenti a lui). E invece sono un gruppo etnico turcofono e islamico di milioni di persone, quasi nove nella sola Cina. E proprio dalla Cina erano scappati i cinque protagonisti della storia, prima di finire, a furia di peripezie, addirittura a Guantanamo, venduti agli americani come terroristi da solerti informatori pakistani. Ora i cinque sono a Tirana, perch solo lAlbania (!) ha avuto il coraggio di ospitarli correndo il rischio di irritare la Cina. Ovviamente non erano terroristi. Ma sono stati torturati. Prima in Cina e poi a Guantanamo, proprio loro che sognavano la libert americana. Istruttivo sulla globalizzazione in corso. Terza nota. Sempre a proposito di globalizzazione, Laura Maragnani mi segnala che il suo bellissimo libro Le ragazze di Benin City, che racconta la storia della ex prostituta nigeriana Isoke, le ha guadagnato incoraggianti incontri al Ministero delle pari opportunit e anche con il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Ma che lunico quotidiano che le abbia riservato una recensione (fra laltro lusinghiera) stato, proprio il giorno di Pasqua,.Il Secolo dItalia. Gi, Il Secolo dItalia. Mi chiede Come mai?. Non lo so, Laura. Ed essendo il libro edito da Melampo (che nel cuor mi sta), non dico di pi. Anche perch il paio di importanti passaggi televisivi che hai avuto sono gi un riconoscimento. Mi rigiro solo la domanda. E mi rispondo che il mondo strano assai. E daltronde: avremmo mai detto un giorno che solo lAlbania avrebbe osato irritare la Cina sul campo dei diritti umani? Scrivi un commento (3 Commenti) |
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 86 - 102 di 459 |
|
|
|
Abbiamo 18 visitatori online e 1 utente online |
|
|
Ultimo articolo |
|
Antipolitica. CHI DISTRUGGE LA POLITICA |
|
(l'Unit, 14 settembre 2007) - Maest il popolo ha fame, manca il pane. Dategli le brioches!. Viene in mente il celebre dialogo del dignitario di corte con Maria Antonietta vedendo le misure che i leader politici italiani propongono di adottare dopo la giornata di sabato scorso, passata alle cronache come il Vaffa-day di Beppe Grillo. Che cosa chiedono gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze? Chiedono che i rappresentanti vengano scelti dai loro rappresentati; che non , ammettiamolo, un principio cos bizzarro in una democrazia, ma anzi il fondamento della democrazia. Mentre abbiamo una legge elettorale che proprio di questo ha fatto piazza pulita: la possibilit del cittadino di scegliersi chi lo rappresenta in parlamento. Una legge che, tra i deputati e i senatori, ha aumentato i funzionari di partito del 250 per cento. E che ha giocato un ruolo cruciale nellalimentare la rabbia popolare. Chiedono ancora, gli italiani che si sono sentiti rappresentati da quelle piazze, che in parlamento non siedano pi i condannati per i reati pi diversi, compresi i pi gravi. Per dire forte e chiaro che le istituzioni parlamentari sono incompatibili con il crimine o con lillegalit.
E la politica come risponde a chi chiede di potere votare e di non avere condannati in parlamento? Diminuiamo i ministri. Ottimo. Come le brioches. Perch il numero dei ministri e dei sottosegretari poteva e doveva essere tenuto a bada allatto della formazione del governo, quando partiti e correnti si scatenarono nel rivendicare posti e postazioni di controllo. Ma le richieste di sabato scorso sono chiare, fondatissime, non consentono fughe. Perch sono, appunto, il pane della democrazia. E attendono risposte. Quali? |
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
|
|
|